Borsa Milano arriva a cedere 2%, male Telecom, spread a quota 230

venerdì 24 gennaio 2014 12:59
 

MILANO, 24 gennaio (Reuters) - A metà seduta Piazza Affari amplia le perdite e arriva a cedere il 2%, risentendo delle tensioni sui paesi emergenti, in un momento in cui i dati macro non offrono supporto per un proseguimento del rally.

"Risente del caos sulle valute emergenti", spiega un trader.

Ieri il peso argentino ha registrato un ribasso dell'11%, il maggiore calo giornaliero dalla crisi del 2002, e anche la lira turca oggi ha toccato minimi record. La discesa ha poi contagiato altre valute sudamericane e asiatiche, con riflessi anche sugli altri mercati.

"C'è timore per l'America Latina e per l'effetto contagio", commenta un altro trader, sottolineando però che una tale correzione è legata anche al minor ottimismo sulle prospettive di crescita dell'economia sulla scia di alcuni dati macro incerti. "E comunque il mercato aveva corso molto", conclude.

Il Ftse Mib nei giorni scorsi ha toccato i massimi degli ultimi due anni e mezzo, oltre quota 20.000, e poi ha iniziato a scendere.

Le tensioni si riflettono anche sullo spread tra i rendimenti dei titoli di stato italiani e tedeschi , salito brevemente fino a 230 punti, al massimo dal 30 dicembre.

Alle 12,50 l'indice FTSE Mib cede l'1,98%, l'Allshare l'1,96%. In Europa l'indice FTSEurofirst 300 perde l'1,5%.

TELECOM ITALIA è entrata in asta di volatilità dopo aver segnato -5,27%. Un gestore cita "le preoccupazioni per le svalutazioni in America Latina sulla scia di Venezuela e Argentina", ma anche le indiscrezioni, riportate dal Giornale, della contrarietà dell'AD alla vendita di Tim Brasil. Un analista sottolinea che "si ragiona sull'ipotesi aumento di capitale dopo che la stampa è tornata sul fatto che Patuano non vuole vendere il Brasile. Il calo del real pesa, ma non è una novità di questi giorni...".

In forte calo anche FIAT (-3,2%) e PIRELLI (-2,6%), in sintonia con il settore a livello europeo .   Continua...