22 gennaio 2014 / 13:33 / 4 anni fa

PUNTO 3-Ue, Commissione propone taglio emissioni del 40% entro 2030

* Rinnovabili al 27%, ma non più target nazionale

* Critiche dei gruppi ambientalisti (Aggiunge commento Confindustria)

BRUXELLES, 22 gennaio (Reuters) - La Commissione europea ha ridotto le sue ambizioni energetiche e climatiche a lungo termine, proponendo obiettivi meno stringenti rispetto al passato come riflesso delle peggiorate condizioni economiche e della necessità di mettere un freno ai crescenti costi energetici.

L'esecutivo di Bruxelles ha proposto un unico obiettivo vincolante per i governi europei: il taglio del 40% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030.

Questo target è due volte superiore a quello che era stato fissato per il 2020 (-20%), ma inferiore a quanto alcuni scienziati ed ambientalisti ritengono necessario per evitare i peggiori effetti del cambiamento climatico.

"Quello che presentiamo oggi è un piano sia ambizioso che abbordabile", ha detto il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso presentando il piano a Bruxelles.

La strategia della Commissione riflette un nuovo senso di pragmatismo, vista la crescita europea lenta e la diminuzione dell'impegno sul clima anche dei più grossi partner commerciali dell'Ue come Stati Uniti, Giappone e Canada.

RIDOTTO TARGET SU RINNOVABILI

La Commissione ha ridotto anche le sue richieste agli stati membri in tema di energie rinnovabili. L'obiettivo di alzare la quota di energie come quella solare ed eolica al 20% per ogni Stato membro non sarà confermato dopo il 2020. In questo ambito, la Commissione raccomanda "almeno il 27%" di rinnovabili relativo all'Ue nel suo complesso al 2030.

Gli incentivi governativi per le rinnovabili sono stati spesso indicati come una delle ragioni principali degli alti costi dell'energia in Europa. Gli attuali target nazionali non si sono rivelati la scelta migliore e il loro abbandono lascerà ai governi maggiore flessibilità su come centrare l'obiettivo principale della riduzione delle emissioni.

La proposta di oggi prevede la riforma della borsa delle emissioni di Co2 (ETS) dopo il 2021 per sostenere il prezzo dei permessi sceso molto negli ultimi mesi.

CRITICHE DAGLI AMBIENTALISTI E DI CONFINDUSTRIA

E' stato deciso di ritardare l'introduzione di un certo numero di permessi, che aziende produttrici di emissioni di Co2 comprano per poter produrre emissioni aldilà dei limiti consentiti.

Critiche sul nuovo piano sono arrivate dagli ambientalisti.

"La Commissione europea sta scommettendo sul nostro futuro. L'obiettivo proposto del 40% fa naufragare qualsiasi speranza di mantenere le temperature sotto il pericoloso livello dei due gradi", ha detto in una nota Lies Craeynest del gruppo Oxfam.

Gli scienziati ritengono che un innalzamento di oltre 2 gradi centigradi delle temperature porti ad effetti catastrofici, compreso un repentino innalzamento del livello del mare.

I leader Ue dibatteranno del tema nei summit di marzo e giugno, in vista della proposta di legge formale all'inizio del prossimo anno. In ogni caso, prima che la bozza diventi legge, sarà necessaria una lunga discussione con i governi Ue e l'approvazione del Parlamento europeo.

Gli industriali italiani commentando le decisioni odierne di Bruxelles plaudono al fatto che "è stata accolta la nostra richiesta di mantenere valida la lista dei settori a rischio di carbon leakage fino al 2020 e di non modificare l'assetto normativo dell' Emissions trading scheme fino a tale data, ma restiamo fortemente preoccupati per il quadro delle politiche climatiche ed energetiche da qui al 2030".

Confindustria nella nota di commento definisce però irrealistica e autolesionistica la decisione di imporre "un obiettivo europeo unilaterale vincolante di riduzione delle emissioni di CO2 del 40% al 2030".

(Charlie Dunmore)

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