Risanamento,il 23 Cda decisivo,offerta Chelsfield resta favorita-fonti

martedì 21 gennaio 2014 18:41
 

MILANO, 21 gennaio (Reuters) - L'auspicio di tutti è che giovedì prossimo si sblocchi la situazione di stallo in cui Risanamento naviga ormai, con fatica, da diversi mesi. In quale direzione, però, non è ancora chiaro, anche se c'è chi scommette che prevarrà l'offerta per il patrimonio francese avanzata dal fondo Chelsfield, chiudendo definitivamente la porta alle ambizioni di Luigi Zunino.

Dopo il nulla di fatto dello scorso 17 gennaio, quando d'improvviso è piombata in consiglio la proposta concorrente di Colony Capital di Tom Barrack, il Cda si riaggiornerà il 23 per decidere delle due offerte giunte per gli immobili parigini.

Dalle diverse parti in causa emerge diffusa l'intenzione di arrivare a giovedì con una posizione condivisa, e anche chi vigila sull'evolversi della situazione si lascia sfuggire un "mi pare di capire che giovedì dovrebbero concretizzare qualcosa".

"Giovedì la situazione dovrebbe sbloccarsi", dice una seconda fonte vicina al dossier.

La decisione è in mano alle banche azioniste e creditrici - Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banco Popolare in primis - e ai loro rappresentanti in Cda. Secondo le fonti non sono previsti in questi giorni incontri tra gli istituti, anche se "sono sempre in contatto".

Risanamento ha urgente bisogno di liquidità e ha già rinunciato lo scorso anno a un'offerta del Qatar per i prestigiosi immobili di Parigi anche a causa di un'offerta sulla società avanzata a giugno da Luigi Zunino e sostenuta dal Banco Popolare, primo creditore del Sistema Holding in liquidazione a monte di Risanamento.

Zunino, che ha fondato Risanamento e l'ha portata nel 2009 sull'orlo del fallimento, vorrebbe rilevare dalle banche la società e i suoi immobili francesi (ma senza la spinosa area di Milano Santa Giulia) attraverso un'Opa a 0,25 euro per azione finalizzata al delisting.

Mai è giunta una risposta ufficiale a questa proposta, ma oggi una fonte sottolinea: "L'offerta di Zunino non è sul tavolo. L'orientamento delle banche in questo senso è chiaro. C'è solo la scelta tra Chelsfield e Colony, la quale certo, per come è strutturata, tra tempi dilatati e opzioni call, lascerebbe una finestra a Zunino per riproporsi ancora".

Secondo questa fonte, "se non ci saranno sorprese il Cda approverà a maggioranza l'offerta di Chelsfield, come era già previsto che accadesse nel consiglio del 17". Indiscrezioni stampa parlano per Chelsfield di un'offerta da 1,2 miliardi, in linea con quella di Barrack.   Continua...