16 gennaio 2014 / 17:53 / tra 4 anni

SCHEDA - Telecom Italia, la procedura parti correlate su Tim Brasil

MILANO, 16 gennaio (Reuters) - Se venisse applicata la procedura con parti correlate nell‘eventuale cessione di Tim Participacoes (Tim Brasil) la decisione potrebbe, in ultima istanza, essere presa dall‘assemblea, senza però il voto dei “correlati”.

Se Telefonica fosse identificata parte correlata, come denunciano alcuni azionisti di minoranza Telecom, non avrebbe voce in capitolo in assemblea su un‘eventuale offerta.

Si potrebbe argomentare che, in questo caso, sarebbe Telco a essere inibita nella fase di voto, perchè il gruppo spagnolo è il socio di maggioranza della holding.

Telco, che controlla il 22,4% di Telecom Italia, è partecipata, in termini di diritti di voto, da Telefonica con il 46,18%, da Intesa Sanpaolo e Mediobanca con l‘11,62% ciascuna e da Generali con il 30,58%.

Oggi il cda Telecom Italia “ha deliberato di definire una procedura ad hoc (in linea con quella per le operazioni con parti correlate), che verrà esaminata il 6 febbraio, per la gestione di ogni eventuale operazione straordinaria riguardante” Tim Brasil.

La cessione di Tim Brasil potrebbe portare Telefonica de Brasil ad acquistare una parte della società del gruppo italiano.

Una delle ipotesi allo studio prevede il lancio di un‘offerta su Tim Brasil da parte di una società veicolo e la successiva vendita a tre operatori mobili brasiliani: quindi oltre a Telefonica de Brasil, al Grupo Oi e ad America Movil del messicano Carlos Slim.

Di seguito la procedura sulle parti correlate approvata dal consiglio di amministrazione a fine giugno 2012.

Per consultare il documento: goo.gl/AsWBZN

SERVE VIA LIBERA INDIPENDENTI, OPPURE SOCI NON CORRELATI

L‘operazione andrebbe all‘esame del comitato consiliare formato dai consiglieri indipendenti, “senza la partecipazione dei consiglieri correlati rispetto alla specifica operazione”.

Il consiglio di amministrazione ha comunque il potere di approvare “tutte le operazioni sulle quali il Comitato consiliare abbia espresso parere negativo”.

In questo caso il parere si intende annullato se l‘operazione è approvata dal consiglio con doppia maggioranza: “Maggioranza assoluta dei consiglieri partecipanti alla riunione e maggioranza assoluta dei consiglieri indipendenti in carica non correlati rispetto alla specifica operazione”.

Se manca questa maggioranza e quindi il parere non è annullato “l‘operazione di maggiore rilevanza è sottoposta alla valutazione dell‘assemblea dei soci”.

La delibera, per essere efficace, deve avere “il voto favorevole della maggioranza dei soci non correlati votanti”.

(Stefano Rebaudo e Danilo Masoni)

(Redazione Milano,reutersitaly@thomsonreuters.com,+39 02 66129431, Reuters messaging: stefano.rebaudo.reuters.com@reuters.net)

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