Cir, Sorgenia uscirà da rinnovabili, E&P e residenziale, riduzione 100 lavoratori

giovedì 16 gennaio 2014 13:43
 

MILANO, 16 gennaio (Reuters) - Sorgenia, la società energetica controllata da Cir e partecipata dall'austriaca Verbund, ha confermato ieri ai sindacati l'intenzione di cedere le centrali che producono energia da fonti rinnovabili, con un piano che prevede circa 100 esuberi su 400 lavoratori.

La società ha inoltre annunciato di voler uscire dal business dell'esplorazione e produzione di idrocarburi e dalle vendita di energia elettrica e gas per la clientela retail concentrandosi solo su quella delle aziende grandi e pmi.

L'obiettivo dell'azienda è quello di reperire risorse per fare fronte alle difficoltà sul debito dopo la richiesta a fine dicembre di una moratoria alle banche e standstill fino al prossimo luglio, per garantire la piena operatività.

I sindacati Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec hanno definito l'incontro di ieri "interlocutorio" in vista di una prossima nuova riunione il 23 gennaio a Roma per affrontare più nello specifico i vari temi emersi ieri.

Il piano, annunciato ieri, prevede la chiusura entro marzo delle sedi di Genova (12 lavoratori) e Roma (9 lavoratori), la cessione del ramo d'azienda delle attività informatiche (circa 40 lavoratori), la vendita di Green Sorgenia (circa 40 lavoratori), il ridimensionamento dello staff commerciale in particolare quello che segue il mercato residenziale, la cessione di E&P che vede tutto il personale collocato all'estero e la riduzione già avviata dei dirigenti.

"L'azienda ha detto che intende uscire dal mercato delle utenze residenziali perché la concorrenza è troppo alta per concentrarsi su quello delle grandi aziende e Pmi", dice oggi a Reuters una fonte sindacale.

Ieri, secondo alcuni quotidiani, nell'incontro fra i vertici e le banche, sarebbe emersa l'apertura da parte di Cir a un aumento di capitale.

(Giancarlo Navach)

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia