Titoli Stato Italia, a novembre acquisti netti da Giappone a massimi da 2010

mercoledì 15 gennaio 2014 16:21
 

MILANO, 15 gennaio (Reuters) - Forte ritorno degli investitori giapponesi su titoli di Stato italiani, in un quadro generale di rinnovato interesse dei giapponesi verso le obbligazioni estere, complice la politica ultraccomodante di Banca del Giappone, che schiaccia i rendimenti dei bond nazionali, rendendoli poco appetibili in un contesto di rinnovata propensione al rischio.

Secondo i numeri diffusi dal ministero delle Finanze nipponico, a novembre gli acquisti netti di titoli di Stato italiani sono stati pari a 709 milioni di dollari, l'ammontare più consistente dalla fine del 2010.

Ancora più consistente l'interesse verso i titoli spagnoli, verso cui gli acquisti netti da parte di investitori nipponici lo stesso mese si sono attestati a 1,5 miliardi di dollari, il maggior importo mensile dal 2006.

Sommando gli acquisti di bond italiani e spagnoli, la media trimestrale degli investimenti nipponici sui debiti dei due Paesi periferici si attesta a 1,5 miliardi di dollari.

Una somma modesta, ma che segna una svolta nel trend avviatosi a partire dal 2011, quando gli investitori giapponesi hanno cominciato a ridurre la loro esposizione verso i titoli di Stato di Roma e Madrid. Si tratta, inoltre, del flusso più consistente dal 2009.

Secondo gli ultimi dati resi disponibili da Bankitalia, relativi a ottobre dello scorso anno, l'ammontare dei titoli di Stato italiani in mano agli investitori esteri è salito di una decina di miliardi di euro a quota 693 miliardi.

In termini percentuali, la quota di titoli del debito pubblico italiano in mano agli stranieri è rimasta stabile al 39,4%.

A metà 2011, momento che segna l'ingresso dell'Italia nella crisi del debito sovrano, la quota dei titoli pubblici nazionali in mano a soggetti esteri superava, anche se di poco, il 50%.

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