BORSE EUROPA - Indici accentuano cali, pesano banche e minerari

lunedì 17 novembre 2008 16:47
 

                                indici               chiusura
                              alle 16,35     var%      2007
--------------------------------------------------------------
DJ EuroStoxx 50 .STOXX50E   2.372,90     -3,40    4.395,61
FTSEurofirst300 .FTEU3        837,97     -2,51    1.506,61
DJ Stoxx banche          162,17     -4,93      424,26
DJ Stoxx oil&gas         274,20     -1,52      442,02
DJ Stoxx tech            150,22     -1,15      304,27
--------------------------------------------------------------
 LONDRA, 17 novembre (Reuters) - Le borse europee nel
pomeriggio accentuano la tendenza ribassista, penalizzate anche
dall'avvio negativo di Wall Street.
 A livello settoriale pesano i minerari (-3,6% lo Stoxx di
settore) sulla scia della flessione dei prezzi dei metalli,
mentre le banche restano sotto pressione per le persistenti
preoccupazioni sullo stato di salute del settore finanziario.
 Le quotazioni del greggio continuano a correggere
trascinando al ribasso i titoli del settore.
Intorno alle 16,35 sui singoli mercati il Ftse inglese
.FTSE cede il 2,47%, il Cac-40 .FCHI il 3,16% e il Dax
tedesco .GDAXI xil 3,03%.
 
 Tra i titoli in evidenza:
 * Nel comparto minerario i cali di BHP Billiton (BLT.L: Quotazione),
Anglo American (AAL.L: Quotazione), Vedanta Resources (VED.L: Quotazione), Lonmin
(LMI.L: Quotazione), Kazakhmys (KAZ.L: Quotazione), Xstrata XTA.L, Antofagasta
(ANTO.L: Quotazione) e Rio Tinto (RIO.L: Quotazione) oscillano tra il 3,8 e l'8,3%.
 * Tra i bancari la lettera più pesante colpisce HBOS
HBOS.L, in ribasso di quasi il 15%, Royal Bank of Scotland
(RBS.L: Quotazione), -13%, e Dexia (DEXI.BR: Quotazione) con un tonfo del 16,5%.
 * In controtendenza il produttore di pneumatici CONTINENTAL
(CONG.DE: Quotazione), che balza del 2,4% con i trader che citano le attese
di aiuti pubblici per il settore in Germania e Stati Uniti. 
 * Il retailer di telefoni mobili CARPHONE WAREHOUSE CPW.L
arretra di oltre il 10% sui timori di un annuncio di prospettive
fosche in occasione dei risultati di domani e sulle
preoccupazioni di tempi lunghi per la scissione delle attività
tlc.