BORSE EUROPA - Indici in profondo rosso, sempre pesanti bancari

lunedì 15 settembre 2008 16:10
 

                             indici                chiusura
                            alle  16,00    var%       2007
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  DJ EuroStoxx 50 .STOXX50E   3.130,22     -4,51    4.395,61
  FTSEurofirst300 .FTEU3      1.112,31     -4,29    1.506,61
  DJ Stoxx banche          274,88     -6,86      424,26
  DJ Stoxx oil&gas         336,49     -5,4       442,02
  DJ Stoxx tech            217,72     -2,5       304,27
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 LONDRA, 15 settembre (Reuters) - Le borse europee rimangono
in profondo rosso nel pomeriggio, depresse come tutti i mercati
dal fallimento di Lehman Brothers LEH.N.
 Intorno alle 16 l'indice FTSEurofirst 300 .FTEU3 perde il
4,3% a 1.112 punti dopo un minimo in mattinata a 1.101, in calo
di oltre il 5%, sui minimi degli ultimi due mesi. Da inizio anno
il rosso è del 26% circa. L'indice si appresa a chiudere la
seduta con la peggior flessione da metà marzo.
 Il Dj Eurostoxx 50 .STOXX50E è in calo del 4,55% a 3.129.
 A livello di singole piazze, l'indice Ftse .FTSE perde il
4,6%, il francese Cac 40 .FCHI è in ribasso del 4,48%,
l'indice tedesco Xetra .GDAXI cede il 3,6%.
 
 * A buttare giù i listini sono soprattutto i titoli bancari
sulla scia dello scossone che ha ricevuto il mercato finanziario
americano. Lo stoxx  è il peggiore con una flessione del
7,66%. Perdite di due cifre percentuali per Ubs UBSN.VX, Hsbc
(HSBA.L: Quotazione), Royal Bank of Scotland (RBS.L: Quotazione), Societé Generale
(SOGN.PA: Quotazione), Bnp Paribas (BNPP.PA: Quotazione) e Credit Agricole (CAGR.PA: Quotazione).
* Recupera dai minimi di seduta, pur rimanendo debole, la
società di biotecnologie spagnola Zeltia ZEL.MC grazie alle
notizie positive sul farmaco Yondelis presentato alla conforenza
di oncologia di Stoccolma.
* Si risolleva la tedesca Fresenius Medical Care (FMEG.DE: Quotazione)
grazie alla sua natura difensiva, spiegano gli operatori.
 * Lettera sui titoli dei costruttori britannici. Prevale il
timore che il fallimento di Lehman possa aumentare le pressioni
sui finanziamenti del debito e sui prezzi delle case, con
conseguente deciso calo e una guerra dei prezzi.