BORSE EUROPA - Avvio debole su timori Medio Oriente, Nord Africa

mercoledì 2 marzo 2011 09:56
 

                             indici               chiusura  
                           alle 9,45    var.%      2010  
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EuroStoxx50 .STOXX50E       2.946,08      -1,25    2.792,82
FTSEurofirst300 .FTEU3      1.148,08      -1,19    1.121,67  
Stoxx banche             212,18      -1,18      196,31  
Stoxx oil&gas            354,50      -0,91      332,58  
Stoxx tech               229,54      -1,32      215,82  
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 LONDRA, 2 marzo (Reuters) - L'azionario europeo è in calo
nella mattinata odierna sui timori crescenti che le tensioni in
Medio Oriente e Nord Africa possano tradursi in continui ricari
dei prezzi dell'energia mettendo a rischio la ripresa globale. 
 Il Brent ha superato quota 116 dollari al barile,
assestandosi sui massimi di due anni e mezzo.
 "Se i prezzi del greggio andranno fino a 125 o 130 dollari
penso che molti degli investimenti degli Usa andranno sulla
benzina a scapito di altri beni durevoli", spiega Koen de Leus
di KBC Securities Bolero. 
 Poco prima delle ore 10, l'indice FTSEurofirst 300 .FTEU3
cede intorno all'1%, l'Eurostoxx50 .STOXX50E segna una perdita
poco sopra l'1%, in linea Londra .FTSE, Parigi .FCHI e
Francoforte .GDAXI.
 I titoli in evidenza:
 * SWISS RE RUKN.VX cede il 3,54% dopo aver annunciato che
il recente terremoto in Nuova Zelanda costerà intorno agli 800
milioni di franchi svizzeri alla compagnia.
 * CARREFOUR (CARR.PA: Quotazione) cede oltre 1% dopo l'annuncio,
avvenuto ieri a borsa chiusa, dello spinoff di Dia, divisione
immobiliare a cui fanno capo le catene discount. 
 * Poco mossa BP (BP.L: Quotazione) dopo che il Times ha scritto che
TNK-BP ha offerto 5 miliardi di sterline per acquistare il 5%
nella compagnia risolvendo in questo modo una disputa legata a
un'operazione con la russa Rosneft. 
 * STANDARD CHARTERED (STAN.L: Quotazione) balza dell'1,58% dopo aver
centrato le attese con gli utili trimestrali, cresciuti del 19%.
 * AXEL SPRINGER (SPRGn.DE: Quotazione) scivola di oltre il 6% dopo aver
annunciato utili 'core' del 2010 inferiori alle attese degli
analisti evitando di dare un outlook per il 2011.