24 febbraio 2011 / 15:34 / tra 7 anni

BORSE EUROPA - Indici sopra minimi ma negativi, pesa greggio

                             indici               chiusura  
                           alle 16,15   var.%      2010   --------------------------------------------------------------- EuroStoxx50 .STOXX50E       2.950,02      -0,17    2.792,82 FTSEurofirst300 .FTEU3      1.147,43      -0,40    1.121,67   Stoxx banche .SX7P            216,39      -0,80      196,31   Stoxx oil&gas .SXEP           356,63      +1,25      332,58   Stoxx tech .SX8P              228,65      +0,12      215,82   ---------------------------------------------------------------
 LONDRA, 24 febbraio (Reuters) - Si risolleva dai minimi per restare comunque in territorio negativo l‘azionario europeo, giunto ormai alla quarta seduta consecutiva di ribasso.
 A monte della correzione il perdurare della crisi libica che ha portato a una nuova fiammata del greggio dalle evidenti ripercussioni sulle prospettive di crescita per l‘economia globale.
 Insieme alla tenuta di Wall Street, una correzione dei contratti derivati su Brent e Nymex rispetto ai picchi della mattinata, record da agosto 2008, consente agli indici di contenere almeno in parte le perdite.
 Il clima di fondo dei mercati finanziari, come dice anche l‘andamento delle valute, resta improntato a una generalizzata avversione al rischio in risposta ai gravi disordini in Nord Africa.
 “Il problema delle rivolte civili è che non possiamo sapere quando avranno realmente fine: possono sempre aggravarsi con un impatto ancora maggiore sull‘offerta di greggio ed è questo lo scenario che più spaventa i mercati”, osserva l‘operatore Ig Index Sebastian Lynar.
 A causa dei pesanti disordini dell‘ultima settimana, ha detto l‘amministratore delegato Eni Paolo Scaroni, la produzione di greggio aumentando il clima di incertezza dei mercati.
 Le ultime notizie da Tripoli, che estrae 1,6 milioni di barili al giorno, parlano di un nuovo intervento televisivo del leader Muammar Gheddafi che attribuisce ad al Qaeda la responsabilità delle sollevazioni civili e invita i cittadini a disarmare gli insorti.
 Intorno alle 16,15 l‘indice paneuropeo FTSEurofirst 300 .FTEU3 cede 0,4%, mentre tra i singoli mercati Londra .FTSE si riporta a +0,03%, Parigi .FCHI a +0,01% e Francoforte .GDAXI a -0,8%
  
 I titoli in evidenza:    
 * Ancora molto male il settore auto, il cui indice .SXAP arretra di quasi 2% per un calo settimanale superiore a 5,5% di fronte al nuovo apprezzamento di greggio e carburanti.
 * Particolarmente pesanti i realizzi sulle compagnie aeree, anch‘esse tra le prime vittime della crisi libica, con LUFTHANSA (LHAG.DE) in calo di 2,5% e INTERNATIONAL CONSOLIDATED AIRLINES GROUP (ICAG.L) - nata dalla fusione di British Airways e Iberia - che accusa un pesante -3,2%
 * L‘indice di settore del comparto turismo e tempo libero mostra una flessione superiore al 5% rispetto alla chiusura di venerdì scorso
 “Le quotazioni del greggio avranno un impatto negativo su molti comparti, si è visto finora quello su quello auto e sulle compagnie aeree” spiega Lynar.
 * Tra gli automobilistici crolla oltre 10% il titolo PORSCHE (PSHG_p.DE) dopo l‘annuncio che la fusione con VOLKSWAGEN (VOWG_p.DE) potrebbe essere rinviata
 * In pesante ribasso la tedesca RWE (RWEG.DE), quinto gruppo europeo nel settore utilities in calo di oltre 5% dopo aver annunciato che per contrastare l‘erosione dei profitti verranno ridotti gli investimenti e cedute alcune attività
 “Nonostante i risultati lievemente migliori delle attese Rwe è tra i titoli peggiori del dax a causa dei rincari energetici che potrebbero tradursi in un indebolimento della crescita economica e della domanda”, spiega Anita Paluch di Etx Capital.
 Spinto dalla dinamica positiva del canale estero, il prodotto interno lordo tedesco evidenzia nel quarto trimestre 2010 una crescita di 0,4%
 * Tra i bancari cede oltre 4% ROYAL BANK OF SCOTLAND (RBS.L), tornata negli ultimi tre mesi dell‘anno scorso all‘utile ma ancora pesantemente depressa dalle sofferenze in Irlanda
 * In netta controtendenza la francese CREDIT AGRICOLE (CAGR.PA), che vola di circa 6% dopo aver smentito il timore di possibili aumenti di capitale per far fronte ai requisiti bancari di Basilea III
  
       

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