BORSE EUROPA-Indici estendono perdite dopo apertura Wall Street

mercoledì 11 agosto 2010 16:36
 

                             indici              chiusura 
                          alle 16,20    var.         2009 
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EuroStoxx50 .STOXX50E       2.733,67    -2,37%    2.966,24 
FTSEurofirst300 .FTEU3      1.043,94    -1,74%    1.045,76 
Stoxx banche             219,87    -2,89%      221,27 
Stoxx oil&gas            299,41    -1,69%      330,54 
Stoxx tech               188,25    -2,59%      184,35 
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 LONDRA, 11 agosto (Reuters) - Le piazze europee hanno esteso
le loro perdite dopo l'apertura della borsa di Wall Street, che
continua a scontare la mossa della Fed di ieri sera e la sua
valutazione pessimistica dell'economia americana.
 "I commenti della Fed di ieri stanno pesando sul mercato.
C'è un po' di nervosismo sull'outlook dell'economia americana e
tra i titoli peggiori vediamo quelli particolarmente sensibili
al ciclo economico", ha detto Heinz-Gerd Sonnenschein,
strategist per i mercati azionari a Deutsche Postbank.
 La banca centrale americana ha annunciato ieri di 
pianificare ulteriori misure di sostegno per ridare slancio alla
ripresa, reinvestendo i ricavi dei bond legati ai mutui in
scadenza nell'acquisto di titoli di Stato a lungo termine per
mantenere bassi i costi dei finanziamenti.
 Tra i peggiori indici di settore, affondano tra il 2,6% e il
2,8% i finanziari , i minerari  per effetto del
calo dei prezzi delle materie prime, e i tecnologici  per
il timore di un raffreddamento della domanda globale.
 Alle 16,20 l'indice europeo FTSEurofirst 300 .FTEU3 cede
l'1,75%. L'indice Ftse 100 britannico .FTSE perde il 2,04%, il
Dax tedesco .GDAXI scende del 2,03% e il Cac 40 francese
.FCHI del 2,41%.
 
 Tra i titoli in evidenza:
 * ANTOFAGASTA (ANTO.L: Quotazione), ARCELORMITTAL (ISPA.AS: Quotazione),ANGLO
AMERICAN (AAL.L: Quotazione), XSTRATA XTA.L, RIO TINTO (RIO.L: Quotazione) e BHP
BILLITON (BLT.L: Quotazione) cedono tra il 3% e il 4,5%.
 * Tra le banche DEXIA (DEXI.BR: Quotazione), BARCLAYS (BARC.L: Quotazione), BBVA
(BBVA.MC: Quotazione) e SOCIETE GENERALE (SOGN.PA: Quotazione) perdono tra il 4% e il
6%.
 * MICROFOCUS (MCRO.L: Quotazione) cede quasi il 30%, affondando l'indice
di tecnologici. Il gruppo attivo nelle applicazioni per sistemi
informatici ha tagliato la guidance annuale dopo aver registrato
un primo trimestre con crescita in stallo, a causa del rinvio
dei contratti da parte dei clienti.
 * SMITHS GROUP (SMIN.L: Quotazione), specializzata nella creazione e
commercializzazione di applicazioni basate su tecnologie
avanzate, balza di oltre il 4%, in testa al Ftse britannico e in
controtendenza con il settore tecnologici, con i trader che
citano l'ipotesi di uno spezzatino. Ubs ha confermato il rating
a "buy" dopo la sua ristrutturazione "di successo".
 * NESTLE' NESN.VX sale dello 0,1% dopo che il gruppo ha
alzato la guidance per l'anno in corso a fronte di un primo
semestre solido, che ha visto crescere l'utile netto a 5,45
miliardi di franchi svizzeri, contro i 5,01 miliardi dello
scorso anno.Il più grande gruppo alimentare al mondo ha
comunque puntato i fari sul crescente prezzo delle materie
prime.
 * L'utility tedesca E.ON (EONGn.DE: Quotazione) cede l'1,5%, leggermente
meglio rispetto al Dax tedesco. Nel primo semestre dell'anno
l'Ebit della società è salito dell'11% su anno a 6,1 miliardi di
euro , contro le attese di 5,86 miliardi.
 * ABERTIS (ABE.MC: Quotazione) cede l'1,35%, dopo la notizia che 
costruttore spagnolo Acs ACS.AS, giù di circa il 2%, ha
raggiunto un accordo per la cessione della sua partecipazione
del 25,8% a una joint venture con il fondo Cvc Capital per 15
euro per azione per un totale di 1,7 miliardi di euro.
 * NOBEL BIOCARE NOBN.VX, specializzato nella produzione
apparecchi odontoiatrici, cede circa il 10%, dopo che il gruppo
svizzero ha chiuso il secondo trimestre con risultati al di
sotto delle aspettative.
* BMW (BMWG.DE: Quotazione) e DAIMLER (DAIGn.DE: Quotazione) oltre il 2% dopo la
proclamazione di uno sciopero ad oltranza da parte del sindacato
dei metalmeccanici in Sud Africa, dove entrambi i gruppi
possiedono degli impianti. Gli operai chiedono un aumento
salariare superiore al tasso d'inflazione ma le trattative, in
corso da due mesi, non hanno prodotto alcun risultato.