BORSE EUROPA - Indici al ribasso spinti da prezzi petrolio e rame

mercoledì 14 gennaio 2015 09:54
 

INDICI                         ORE 9,45    VAR %    CHIUS. 2013
 EUROSTOXX50                    3105,56      -0,9    3019
 FTSEUROFIRST300                1362,91      -0,93   1316,39
 STOXX BANCHE                    180,09      -1,15    194,21
 STOXX OIL&GAS                   269,3       -1,75    335
 STOXX ASSICURAZIONI             251,44      -0,59    228,22
 STOXX AUTO                      513,55      -0,79    481,95
 STOXX TLC                       324,57      -0,43    297,6
 STOXX TECH                      309,34      -0,75    290,51
 
    
    LONDRA, 14 gennaio (Reuters) - Apertura in ribasso sui mercati europei,
preoccupati dal crollo dei prezzi del petrolio e del rame dopo che la Banca
mondiale ha tagliato le stime globali di crescita per il 2015 e per il 2016
motivandole con le insoddisfacenti prospettive di crescita dell'Eurozona.
 
    L'indice paneuropeo FTSEurofirst 300 scende dello 0,9% a quota
1362,91. 
    Tra le piazze europee, Londra cede l'1,3%, Francoforte lo
0,8%, Parigi l'1,2%.
    Un'ondata di vendite ha spinto i prezzi del rame sul mercato londinese verso
il minimo degli ultimi 5 anni e mezzo.
    Tra gli altri titoli in evidenza oggi, cede lo 0,6% Burberry, il
produttore di abbigliamento di lusso, che oggi ha annunciato di aspettarsi un
calo delle vendite nel quarto trimestre nel mercato, coniderato chiave, di Hong
Kong. La contrazione potrebbe ridurre i risultati annuali.  
    AstraZeneca guadagna l'1,4% e non risente quindi della sconfitta
nella causa per il riconoscimento fino al 2017 della validità della licenza
tedesca per il Seroquel, un farmaco per il trattamento dei malati di
schizofrenia e di disturbi bipolari. L'azione giudiziaria era stata avviata da
due produttori di farmaci equivalenti Teva Pharmaceutical Industries,
e Hexal unit and Accord Healthcare che fa capo al gruppo Novartis.
    Perde lo 0,9% Ericsson, che ha risposto con una propria citazione
all'avvio della causa da parte di Apple sui contratti di fornitura della
tecnologia a ultrabanda per il mobile. Secondo il gruppo svedese la Apple non ha
voluto rinnovare il contratto di licenza globale con Ericsson sulla base di
criteri ragionevoli e non discriminatori. Nella propria citazione il gruppo
informatico americano aveva detto di ritenere "non essenziale" la tecnologia
offerta da Ericsson e che il gruppo svedese chiedeva royalty troppo elevate. 
       
    
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