BORSE EUROPA - Indici peggiorano dopo avvio positivo, male auto

martedì 24 giugno 2008 10:21
 

                            indici                chiusura
                          alle 9,00       var%        2007
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 DJ EuroStoxx 50 .STOXX50E   3.425,35     -0,06    3.711,03
 FTSEurofirst300 .FTEU3      1.223,08     +0,02    1.314,42
 DJ Stoxx banche          294,02     +0,02      337,67
 DJ Stoxx oil&gas         416,56     +0,95      435,73
 DJ stoxx tech            223,52     -0,2      249,25
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 MILANO, 24 giugno (Reuters) - Gli indici europei lasciano
sul tappeto parte dei rialzi registrati in avvio, mentre
peggiora la situazione del comparto automobilistico, indebolito
dall'apprezzamento dell'euro.
 Tra gli investitori prevale comunque una certa cautela alla
vigilia del verdetto della Fed sui tassi d'interesse.
 Intorno alle 10,00 il FTSEurofirst 300 .FTEU3, paniere dei
principali titoli del Vecchio continente, sale dello 0,02%. 
 Tra le singole borse Londra .FTSE avanza dello 0,29%,
Parigi .FCHI è ferma a -0,09% e Francoforte .GDAXI arretra
dello 0,17%.
 
 Tra i titoli in evidenza: 
 * Rialzi intorno al 2% per le società minerarie RIO TINTO
(RIO.L: Quotazione) e BHP BILLITON (BLT.L: Quotazione).
 * In spolvero UBS UBSN.VX (+1,09) su voci di mercato di
una possibile offerta d'acquisto da parte di HSBC (HSBA.L: Quotazione).
 * Il produttore di chip olandese ASML (ASML.AS: Quotazione) balza di
quasi il 5% in coda a un upgrade di Goldman Sachs.
 * I grandi magazzini inglesi DEBENHAMS (DEB.L: Quotazione) schizzano
oltre il 7% dopo aver toccato +16% sull'annuncio di una crescita
delle vendite nei negozi aperti da almeno un anno.
 * Vendute, invece, le auto (peggior settore in Europa con
una flessione dell'1,52%). Le tedesche DAIMLER (DAIGn.DE: Quotazione) e BMW
(BMWG.DE: Quotazione) cedono rispettivamente l'1,45% e l'1,11%. 
 * DEUTSCHE POST (DPWGn.DE: Quotazione), azienda postale tedesca attiva
anche nei servizi di corriere espresso, cede il 3,63% in scia
alla rivale americana UPS (UPS.N: Quotazione) che ha abbassato le stime di
utili nel secondo trimestre per colpa dei costi crescenti del
carburante.