Tibet, Sarkozy non esclude disertare inaugurazione Olimpiadi

martedì 25 marzo 2008 16:41
 

TARBES, Francia (Reuters) - Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha fatto appello oggi al senso di responsabilità della Cina nella gestione della rivolta in Tibet, ma ha anche rifiutato di escludere la possibilità di boicottare la cerimonia di inaugurazione dei Giochi Olimpici di Pechino.

"Non chiudo la porta a nessuna opzione, ma penso che sia più prudente attendere e dare risposte in base agli sviluppi concreti della situazione", ha risposto Sarkozy alla domanda su un eventuale boicottaggio dei Giochi. "Tutte le opzioni restano aperte ma faccio appello al senso di responsabilità della autorità cinesi", ha aggiunto il presidente.

Dopo l'intervento del presidente, l'Eliseo ha precisato che, parlando di boicottaggio, Sarkozy intendeva solamente l'eventualità di non partecipare alla cerimonia di apertura dei Giochi ma non alle competizioni.

Sarkozy ha voluto anche ricordare alla Cina che l'intera comunità internazionale è preoccupata per la situazione in Tibet e che eventuali azioni dipendono dalla reazione delle autorità di Pechino.

"Vorrei vedere l'apertura di un dialogo e mi riservo di aggiustare la mia risposta in base alle reazioni delle autorità cinesi", ha detto il presidente francese.

Come altri governi occidentali, per il momento la Francia ha rifiutato l'idea di boicottare le Olimpiadi, anche se il suo ministro degli Esteri Bernard Kouchner ha chiesto alle autorità di Pechino di porre fine alla "repressione" delle proteste nella regione.

Ieri, il gruppo di pressione francese "Reporter senza frontiere" ha organizzato una protesta in occasione della cerimonia di accensione della fiaccola olimpica in Grecia, chiedendo ai capi di stato e di governo di diversi paesi di boicottare i Giochi.

Inizialmente Kouchner aveva definito interessante l'idea di boicottare le Olimpiadi di Pechino 2008, ma aveva precisato che l'iniziativa non godeva del supporto del governo francese. In seguito il ministro degli Esteri ha però detto che una simile opzione sarebbe irrealizzabile.

 
<p>Il Presidente francese Nicholas Sarkozy in una foto d'archivio. REUTERS/Victor Tonelli</p>