Biocarburanti riducono 30 mln di persone in povertà, dice Oxfam

mercoledì 25 giugno 2008 12:44
 

di Pete Harrison

BRUXELLES (Reuters) - I biocarburanti sono responsabili di un incremento del 30% dei prezzi globali dei generi alimentari che ha spinto 30 milioni di persone sotto il livello di povertà, secondo quanto riferito dall'organizzazione umanitaria Oxfam.

L'uso dei biocarburanti si sta diffondendo nei paesi sviluppati che tentano di ridurre le emissioni di gas serra e la loro dipendenza dai carburanti fossili, ma i critici sostengono che la loro produzione ha creato carenze di grano, che hanno determinato un aumento dei prezzi dei generi alimentari.

"La domanda di biocarburante per il settore dei trasporti dei paesi ricchi ha causato una spirale di aumenti nei costi di produzione del cibo", ha detto Rob Bailey, esperto di Oxfam per le politiche sui biocarburanti e autore di un rapporto sull'argomento. "Le riserve di grano hanno raggiunto un minimo storico", ha aggiunto.

Oxfam ha chiesto ai paesi ricchi di eliminare i sussidi per la produzione di biocarburanti e ridurre le tasse di importazione. "L'anno scorso i paesi ricchi hanno speso fino a 15 miliardi di dollari per sostenere la produzione dei biocarburanti bloccando allo stesso tempo le importazioni dell'etanolo brasiliano, che è molto meno dannoso per gli approvvigionamenti mondiali di cibo" si legge nel rapporto di Bailey.

Oxfam ha anche chiesto ai paesi ricchi di tagliare i loro obiettivi di riconversione ai biocarburanti, fra cui quello fissato dalla Ue, che prevede di ricavare entro il 2020 il 10% dei rifornimenti per i mezzi di trasporto da fonti rinnovabili come i biocarburanti.

"Alla coltivazione dei biocarburanti è dedicata sempre più terra e questo sta spingendo gli agricoltori a coltivare in zone considerate fondamentali per l'assorbimento dell'anidride carbonica, come foreste e zone paludose", si legge nel rapporto. "Questo porta un rilascio di anidride carbonica dalla terra e dalla vegetazione che impiegherà decine di anni ad essere recuperato".

 
<p>Una coltivazione di canna da zucchero destinata alla produzione di biocarburante in Brasile. REUTERS/Rickey Rogers (BRAZIL)</p>