4 agosto 2008 / 11:57 / 9 anni fa

La Russia commemora la morte dello scrittore Solzhenitsyn

<p>Due bambini depongono fiori davanti alla porta della casa di Alexander Solzhenitsyn.Alexander Natruskin (RUSSIA)</p>

di Maria Golovnina

MOSCA (Reuters) - Il popolo russo hanno commemorato oggi Alexander Solzhenitsyn, dissidente e scrittore, le cui critiche nei confronti del regime sovietico lo resero uno degli intellettuali più coraggiosi del 20mo secolo.

Solzhenitsyn, che per i suoi scritti ha vinto anche un premio Nobel, è morto ieri sera nella sua casa di Mosca per un problema cardiaco all'età di 89 anni.

Da tutto il mondo oggi si sono levate voci di cordoglio per la morte di un uomo che riuscì con la sua lotta a far conoscere gli orrori dei campi di concentramento di Josef Stalin, diventando la coscienza del suo paese.

Mikhail Gorbaciov, ultimo leader sovietico, ha descritto Solzhenitsyn come "un uomo con un destino unico, il cui nome rimarrà per sempre scolpito nella storia russa".

"E' stato una delle prima persone a parlare chiaramente della disumanità del regime di Stalin, e delle persone che l'hanno vissuto senza esserne spezzate", ha detto Gorbaciov all'agenzia stampa Interfax.

Il presidente russo Dmitry Medvedev e molti leader mondiali fra cui il presidente francese Nicolas Sarkozy e quello Usa George W. Bush hanno inviato le loro condoglianze.

Per lungo tempo i libri di Solzhenitsyn furono banditi in Russia, e lo scrittore cominciò ad avere fama solo nel 1962, quando il leader sovietico Nikita Khrusciov permise la pubblicazione di "Un giorno nella vita di Ivan Denisovich", che descrive l'orrore della vita nei campi di concentramento.

Nel 1970, Solzhenitsyn vinse il premio Nobel per la Letteratura per le sue opere, fra cui "Arcipelago Gulag", che racconta della vita di migliaia di persone chiuse nei campi di concentramento.

Quattro anni dopo, il rifiuto dell'autore di tenere la bocca chiusa sulle esperienze vissute dal suo paese, gli costò la cittadinanza e Solzhenitsyn fu messo su un aeroplano diretto in Germania dell'ovest. Da lì si trasferì negli Stati Uniti, in Vermont, dove divenne una vera icona della resistenza nei confronti dei regimi totalitari.

TRIBUTI FLOREALI

Non è ancora chiaro quando la sua famiglia abbia intenzione di celebrare il funerale e se il Cremlino intenda offrire una cerimonia di stato in sua memoria.

A Troitse-Lykovo, la periferia di Mosca dove ha vissuto gli ultimi anni, decine di passanti hanno lasciato un tributo floreale in ricordo dell'autore davanti al cancello azzurro della sua casa.

"E' una grande perdita per la nostra famiglia. Ma è anche una grande perdita per il paese", ha detto a Reuters il figlio Stepan. "Era felice di essere tornato. Questa è la sua casa".

Solzhenitsyn rifutò di tornare in Russia fino al crollo del regime sovietico e nel 1994 decise di prendere un treno da Vladivostok, sulle rive russe del Pacifico, a Mosca.

Inizialmente i nuovi leader russi lo trattarono con molto rispetto, ma con il passare del tempo l'autore divenne estremamente critico anche dello stato delle cose nella Russia post-sovietica, denunciando la corruzione dilagante e la sproporzionata influenza dei governi occidentali su Mosca.

Solzhenitsyn viveva da qualche anno alla periferia della capitale in un virtuale isolamento e senza mai interferire veramente nella vita politica del paese.

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