Brunello "taroccato", Usa minacciano blocco import da giugno

martedì 13 maggio 2008 22:54
 

FIRENZE (Reuters) - Le autorità statunitensi hanno annunciato l'intenzione di bloccare le importazioni, a partire da giugno, di tutte le bottiglie di Brunello di Montalcino che non presentino una dichiarazione ufficiale del governo italiano "a dimostrazione che il prodotto sia fatto con il 100% di uva Sangiovese".

Il provvedimento, annunciato in una lettera del Dipartimento del Tesoro Usa, è arrivato in seguito all'apertura di un'inchiesta della procura di Siena su alcune aziende vinicole sospettate di avere prodotto bottiglie "taroccate" del famoso marchio.

"Il Ttb (ufficio per il Commercio e la tassazione di alcol e tabacco) ha richiesto al Cbp (Ente dogane Usa), a partire dal 9 giungo 2008, di negare la distribuzione di tutti i carichi di Brunello di Montalcino in custodia presso di loro salvo ... presentazione da parte dell'importatore di una dichiarazione completa e accurata del contenuto verificata da analisi di laboratorio, o una dichiarazione del governo italiano a dimostrazione che il prodotto sia fatto con il 100% di uva sangiovese", si legge nella lettera indirizzata all'ambasciata italiana a Washington.

La lettera è del 7 maggio, ma il Dipartimento del Tesoro Usa oggi ha detto a Reuters che da quella data la situazione è invariata.

Il caso, rivelato dal settimanale Espresso all'inizio di aprile, coinvolge cinque aziende vinicole sospettate di aver utilizzato per produrre il famoso Brunello non solo il sangiovese - unica uva ammessa dal disciplinare, cioè l'insieme di norme che regolamenta la produzione - ma anche, per il 10-20%, altri vitigni come merlot, cabernet sauvignon, petit verdot e syrah.

"FRODE PER CONSUMATORI AMERICANI"

La lettera fa presente che il caso rappresenta "una frode per il consumatore americano" e rinnova la richiesta, già più volte fatta senza risultato, di ottenere dall'Italia una lista precisa delle aziende vinicole indagate.

"Dal momento che ci avrete fornito la lista dei produttori, marchi e vendemmie coinvolte, potremmo restringere le nostre richieste di non distribuzione al Cbp solo a quei marchi e vendemmie", si legge nella missiva.

I rappresentanti dei produttori italiani riconoscono le disastrose conseguenze che il provvedimento statunitense rappresenta per il mercato del Brunello, ma sostengono che sia impossibile fornire una lista ufficiale degli indagati alle autorità americane.   Continua...

 
<p>Un turista degusta un bicchiere di Brunello nella cittadina toscana di Montalcino in una foto d'archivio. REUTERS/Max Rossi/files (ITALY)</p>