Calcio, testimone al processo Gea accusa Moggi di minacce

giovedì 3 aprile 2008 15:22
 

ROMA (Reuters) - Ascoltato come testimone nel processo Gea World, il calciatore Fabrizio Miccoli ha accusato oggi Luciano Moggi di averlo minacciato a causa del rifiuto dell'attaccante di affidarsi all'agenzia che gestiva procure sportive di giocatori e allenatori.

"L'unica cosa che potevo pensare per spiegare questa ostilità era il fatto di non aver accettato di dare la mia procura ad Alessandro Moggi", ha detto Miccoli davanti ai giudici riferendosi al figlio di Luciano, dirigente di Gea World, aggiungendo di aver subìto angherie.

Miccoli, chiamato a testimoniare dal pm Luca Palamara, ha raccontato che i temi di maggiore scontro fra lui e Moggi -- ai tempi in cui il calciatore giocava alla Juventus nel 2004 -- vertevano sugli orecchini che il calciatore portava e sul fatto che avesse rifiutato di andare a giocare per la squadra inglese del Portsmouth.

"Arrivato alla Juve ebbi una vita difficile con Luciano Moggi, il quale ritrovava ogni pretesto per crearmi dei problemi", ha detto Miccoli.

L'attaccante, che oggi gioca con la maglia rosanero del Palermo, ha accusato Moggi di averlo minacciato di non farlo più giocare se non si fosse adeguato alle direttive impartite dall'ex direttore generale della Juventus.

Miccoli fa parte di una lista di 52 testimoni presentata dal pm Palamara, fra cui ci sono anche l'attaccante francese della Juve David Trezeguet e il ct della nazionale inglese Fabio Capello.

Insieme a Luciano ed Alessandro Moggi, fra i sei imputati nel processo accusati di aver cercato di falsare alcune partite con minacce o violenze c'è anche Davide Lippi, figlio dell'allenatore che ha vinto l'ultima Coppa del mondo con la nazionale azzurra.

 
<p>L'ex dg della Juventus Luciano Moggi. REUTERS/Alessandro Bianchi</p>