Guerra al web è prima in hit dei fiaschi dell'industria musicale

mercoledì 12 marzo 2008 09:43
 

LOS ANGELES (Reuters) - Fino ad oggi lo scopritore di talenti che ignorò i Beatles è stato considerato il più grande fiasco della storia dell'industria musicale. Ma l'errore miliardario di Dick Rowe è stato ora scalzato dalla vetta della classifica compilata dalla rivista Blender sui "20 più grandi errori delle case discografiche" dal fallimento delle aziende nel capitalizzare sul successo di internet.

Secondo la rivista, infatti, le etichette discografiche hanno fatto un errore colossale nel costringere alla chiusura servizi per la condivisione di file come Napster, invece che riuscire a trovare un modo per sfruttare economicamente le sue decine di milioni di utenti.

Il risultato della chiusura di Napster nel 2001, infatti, è stato che la massa di gente interessata a scaricare file si è unicamente dispersa in centinaia di siti diversi, e da allora l'industria musicale non ha più saputo come reagire.

"La campagna delle etichette per fermare lo scambio gratuito della loro musica attraverso internet è stata del tutto inutile, e ora più di un miliardo di file viene scaricato ogni mese sulla rete", scrive Blender in un'inchiesta che apparirà nel prossimo numero di aprile.

Dopo l'inutile guerra contro la Rete, Rowe mantiene salda la seconda posizione nella classifica dei peggiori "flop" musicali per aver rifiutato di scritturare i Beatles dopo una disastrosa audizione nel 1962. Rowe si rifece poco dopo, però, riuscendo a firmare un'esclusiva per produrre l'emergente gruppo dei Rolling Stones.

Al terzo posto della classifica troviamo il fondatore della Motown Records, Berry Gordy, che nel 1988 vendette l'etichetta dei Supremes e di Marvin Gaye per circa 60 milioni di dollari: l'anno successivo la stessa casa discografica fu rivenduta per circa 500 milioni di dollari.

 
<p>Una ragazza al pc con le cuffie. REUTERS/Kham</p>