Cina in allerta per possibili epidemie post-terremoto

giovedì 22 maggio 2008 10:07
 

MIANYANG, Cina (Reuters) - Più di 5.000 operatori sanitari sono impegnati nella disinfestazione dei villaggi cinesi colpiti dal terremoto, e decine di dottori e infermiere sono stati inviati nei campi rifugiati nel tentativo di evitare il diffondersi di epidemie.

Nello stadio di Jiujiang a Mianyang, che ospita più di 20.000 sfollati, un anziano guarda la moglie ingerire una dose di una medicina tradizionale cinese.

"Questo le eviterà di ammalarsi, ora che il suo sistema immunitario è debole", ha detto un'infermiera alla donna.

Un ufficiale sanitario inviato allo stadio ha ammesso che le autorità cinesi sono ben coscienti dei rischi che comporta l'organizzazione di campi profughi così vasti, ma non hanno soluzioni alternative.

Gli sfollati che vivono nello stadio vengono dalla città di Beichuan, che è stata praticamente rasa al suolo dal terremoto di 7,9 gradi sulla scala Richter che ha colpito la Cina il 12 maggio scorso.

Il numero delle vittime e delle persone scomparse al momento è arrivato a 74.000.

Medici stranieri hanno avvertito del possibile scoppio di un'epidemia di diarrea, nel caso in cui non si provveda a fornire acqua pulita agli sfollati dello stadio, e dei rischi della comparsa di malattie respiratorie e infettive a causa del sovraffollamento.

"Siamo molto preoccupati dalle epidemie, quindi l'igiene è vista come una delle principali priorità. Una tale quantità di gente significa inevitabilmente la comparsa di virus e batteri. Temiamo anche la possibile comparsa di meningiti", ha detto a Reuters un ufficiale sanitario locale che ha voluto mantenere l'anonimato.

"Ma se si manifestasse un'epidemia in questo accampamento, il che è possibile vista l'alta densità, c'è qui del personale medico apposta per fermarla. Niente ci può sfuggire", ha aggiunto.

 
<p>Sopravvissuti al terremoto in Cina all'interno di un ospedale da campo allestito in uno stadio nella provincia di Sichuan. REUTERS/Nicky Loh</p>