Giappone inaugurerà presto mercato interno per emissioni CO2

martedì 11 marzo 2008 11:01
 

di Chisa Fujioka

TOKYO (Reuters) - Il Giappone, quinto paese al mondo per quantità di gas serra emessi, vuole inaugurare al più presto possibile un mercato per commerciare le quote di emissioni di CO2 nel tentativo di combattere il problema del cambiamento climatico allo scadere del protocollo di Kyoto nel 2012, secondo quanto annunciato oggi dal ministro dell'Ambiente.

Ichiro Kamoshita ha detto anche che il Giappone potrebbe adottare altre misure, come una tassa ambientalista, nel caso in cui ci fosse il pericolo che il paese non raggiungesse gli obiettivi fissati da Kyoto di tagliare le emissioni del 6% rispetto ai livelli del 1990 nel quadriennio 2008-2012.

Il sistema del mercato delle emissioni si basa in sull'assegnazione a ciascun partecipante di un tetto di emissioni annuali e di corrispondenti quote, espresse in tonnellate di CO2; se le emissioni effettive annuali risultano inferiori al limite, le quote di emissioni residue possono essere vendute.

"Vorremmo approntare un sistema giapponese per poter commerciare i permessi di emissioni al più presto possibile", ha detto in un'intervista a Reuters Kamoshita. "Ma quando potremo farlo dipende da fattori strategici come l'appoggio dell'opinione pubblica, l'andamento dell'economia, e i rapporti con gli altri paesi".

Per migliorare le sue credenziali ambientaliste in occasione dell'abituale riunione del gruppo dei G8, che quest'anno si terrà in Giappone, Tokyo ha cominciato a parlare dell'introduzione di un mercato delle emissioni simile a quello già adottato in Europa.

La novità rappresenta un grande cambiamento rispetto alle politiche ambientali giapponesi, che nel passato sono sempre state ostacolate dalla potente lobby dell'industria, resistente per natura all'idea di imporre dei limiti alle quantità di gas serra prodotti ogni anno. Fino ad oggi, infatti, il governo ha semplicemente chiesto alle industrie di fissare obiettivi volontari per ridurre le emissioni.

"Stiamo pensando di introdurre anche altre misure economiche nel caso in cui gli sforzi (per raggiunge gli obiettivi fissati da Kyoto) non dessero i risultati sperati entro il 2010, anche se al momento le industrie stanno facendo del loro meglio per rispettare i programmi", ha aggiunto il ministro.

Per quanto riguarda le politiche globali per combatter il riscaldamento del pianeta, Kamoshita ha detto che il Giappone ha intenzione di guidare le negoziazioni per trovare un accordo per il post-Kyoto.