Rock the jail, minorenni presentano videoclip dietro le sbarre

mercoledì 11 giugno 2008 18:17
 

MILANO (Reuters) - Come passa il tempo una ragazza straniera chiusa in un carcere minorile? Incollata davanti alla televisione, guardando programmi musicali e fantasticando sui miti proposti dal video.

Partendo da questo presupposto, un gruppo di 14 ragazze detenute nell'Istituto penale minorile Beccaria di Milano ha partecipato ad un laboratorio sulla televisione, producendo un videoclip musicale insieme ad alcuni volti noti del piccolo schermo che sarà presentato domani nella sede della Provincia di Milano.

"I detenuti più giovani spesso tendono a confondere la realtà con la finzione presentata in televisione", spiega a Reuters Giuseppe Vaciago, presidente dell'associazione Suonisonori che ha aiutato le ragazze, quasi tutte rom ed extracomunitarie, a realizzare il progetto. "Portando alcuni testimonial all'interno del carcere, abbiamo cercato di smitizzare il mondo della televisione", aggiunge Vaciago che, grazie anche all'appoggio di Palazzo Isimbardi, è riuscito a coinvolgere personaggi come Ambra Angiolini, Camilla Raznovich Paolo Kessisoglu e Luca Bizzarri.

Il testo e la musica del video, intitolato "Il Viaggio", sono stati composti dalle ragazze, che recitano davanti alle telecamere alternandosi alle vere star, ma con i volti coperti da maschere e occhiali colorati.

Nessuno, meno che mai una minorenne, amerebbe farsi riconoscere come una detenuta del Beccaria. Ma queste ragazze hanno un motivo in più per voler celare il più possibile la loro identità.

Nonostante la giovane età sono quasi tutte sposate, e se i loro mariti venissero a sapere che hanno cantato e ballato davanti alle telecamere, per loro potrebbero essere guai seri una volta tornate in libertà.

"Abbiamo dovuto convincerle che era un loro diritto", spiega Gianluca Messina, insegnante di musica di Suonisonori che ha impiegato un anno e mezzo per vincere le diffidenze delle ragazze e coinvolgerle nel lavoro. "Una volta convinte, però, loro sanno dove trovare la forza per affrontare i mariti".

Da 10 anni Suonisonori si occupa di promuovere iniziative musicali ed educative all'interno delle carceri, ma è la prima volta che uno dei progetti rivolti al mondo esterno riesce a coinvolge prigioniere femmine.

"Volevamo cercare di offrire alle persone che stanno fuori una chiave di lettura diversa del mondo del carcere e abbiamo deciso di rivolgerci alle ragazze perchè solitamente sono le più escluse dalle rivolte verso l'esterno, principalmente per motivi culturali", ha detto Messina.   Continua...