Olimpiadi, controlli 24ore su 24 in fabbriche che producono cibo

martedì 8 aprile 2008 10:58
 

PECHINO (Reuters) - Il governo cinese ha deciso di far piantonare 24 ore su 24 le aziende che producono cibo per i Giochi olimpici di Pechino nel tentativo di evitare episodi di sabotaggio e problemi di sicurezza.

Lo ha annunciato oggi l'Agenzia cinese per i controlli sulla qualità.

Sulla scia dei timori di trovare nei prodotti "made in China" tracce di tossine, germi, e altre sostanze pericolose, Pechino deve ora essere in grado di garantire che gli atleti che partecipano alle Olimpiadi dall'8 al 24 agosto non vengano in contatto con cibi nocivi.

"Alti funzionari dovranno monitorare 24 ore su 24 le fabbriche", ha spiegato oggi il China Quality Daily, citando nuove norme imposte dalla Amministrazione generale per la supervisione sulla qualità, per le ispezioni e per la quarantena.

Secondo quanto riferito dal quotidiano, l'accesso alle fabbriche -- che si trovano per lo più a Pechino e nella zona circostante -- sarà estremamente selezionato.

Oltre a queste norme ci saranno anche standard molto rigidi per quanto riguarda aspetti igienici nelle fabbriche, nei mezzi di trasporto e nelle materie prime impiegate, e a ogni fase della produzione verranno effettuati esami molti rigorosi.

"L'obiettivo è quello di fissare soglie elevate (per la qualità dei) prodotti che lasciano le fabbriche e quello di garantire la sicurezza alimentare in vista delle Olimpiadi ... Ogni episodio di sabotaggio deve essere evitato", ha scritto il quotidiano.

Pechino si sta preparando in modo meticoloso in vista dei Giochi.

I timori sul terrorismo e su azioni di sabotaggio delle forniture di cibo per le Olimpiadi hanno spinto gli organizzatori a tenere sotto stretto controllo i fornitori.

In particolare, uno dei timori maggiori riguarda la sicurezza delle partite di carne perché tracce di sostanze usate per migliorare le prestazioni degli animali potrebbero far risultare positivi ai test anti-doping gli atleti che ne hanno mangiato la carne.

 
<p>Immagine d'archivio di una macelleria. REUTERS/Ina Fassbender</p>