Papa riconosce che scandalo dei preti pedofili fu "gestito male"

giovedì 17 aprile 2008 08:33
 

WASHINGTON (Reuters) - Nel terzo giorno della sua visita negli Stati Uniti, Papa Benedetto celebrerà una messa nel nuovo stadio di baseball a Washington, dopo aver riconosciuto ieri che la Chiesa ha gestito "molto male" lo scandalo dei preti pedofili.

Papa Benedetto ha detto di essere d'accordo con quanto affermato dalla Conferenza dei vescovi americani che lo scandalo degli abusi "a volte è stato gestito molto male" e che soltanto recentemente è stata compresa "la portata e la gravità della vicenda".

Il Pontefice ha invitato i vescovi americani a sanare queste ferite e a cercare la riconciliazione con coloro "che hanno sbagliato così tanto".

Oggi oltre 45.000 cattolici si raduneranno al Nationals Park per seguire la messa, la prima di due che il Pontefice celebrerà durante la sua permanenza negli Usa.

Benedetto XVI intende infatti celebrare un'altra funzione nello Yankee Stadium di New York domenica.

Dopo che il Papa ha ribadito la sua "profonda vergogna" per lo scandalo degli abusi commessi su minori da parte di preti pedofili, l'omelia di oggi potrebbe rappresentare l'occasione per tornare per la terza volta sullo scandalo che nel 2002 scosse la Chiesa e spinse le diocesi americane ha pagare risarcimenti alle vittime per 2 miliardi di dollari.

Ma oggi Benedetto si rivolgerà anche ai responsabili delle università e delle scuole cattoliche e gli organi di stampa ritengono che il Papa rimprovererà gli educatori per non aver difeso gli insegnamenti della Chiesa.

La Chiesa romana cattolica gestisce 251 istituti scolastici negli Stati Uniti, molti di più che in qualunque altro Paese al mondo, ma in molte di queste scuole ci sono sempre più insegnanti e studenti non cattolici, rispetto agli anni scorsi.

Molte delle più importanti università cattoliche sostengono di non poter mantenere la loro fama se non aprono le iscrizioni ai migliori studenti, indipendentemente dalla religione.

 
<p>Papa Benedetto XVI saluta dalla Papamobile a Washington. REUTERS/Molly Riley</p>