Olimpiadi, a Pechino positivi soltanto sei atleti

lunedì 25 agosto 2008 11:35
 

PECHINO (Reuters) - Quando il comitato olimpico internazionale ha ordinato a federazioni e comitati olimpici di tutto il mondo di aumentare i test anti doping in vista dei Giochi di Pechino, in pochi avevano previsto che gli atleti risultati positivi sarebbero stati soltanto sei.

Persino il presidente del Cio, Jacques Rogge, alcune settimane prima dell'inizio dei Giochi - quando decine di atleti in tutto il mondo venivano sospesi per essere risultati positivi a sostanze proibite - aveva previsto per Pechino circa 30-40 casi.

Alle scorse Olimpiadi di Atene, 26 atleti avevano violato le norme anti-doping su circa 3.300 test condotti, contro i 5.000 di Pechino.

Il doping aveva decisamente offuscato l'immagine della scorsa edizione delle Olimpiadi quando molte medaglie sono state ritirate e molti record annullati.

Il Cio - consapevole che soprattutto tra i giovani una certa perdita di popolarità dei Giochi era da attribuire al doping - ha dato il via a una politica di "tolleranza zero" sulle sostanze proibite e ha considerato Pechino come l'opportunità per guadagnare il terreno perso, mettendo in atto il più vasto programma anti doping di sempre.

Poco prima dell'inizio dei Giochi di Pechino, una nuova norma ammoniva gli atleti che se fossero stati sospesi per oltre sei mesi perché positivi al doping, non soltanto non avrebbero preso parte alle Olimpiadi di Pechino ma nemmeno a quelle di Londra nel 2012.

Negli sport equestri quattro atleti sono stati sospesi perché i loro cavalli sono risultati positivi a sostanze proibite.

Ma al di là di alcuni esempi negativi, questi Giochi hanno consacrato il nuotatore statunitense, Michael Phelps, e lo sprinter giamaicano, Usain Bolt, nuovi eroi dello sport mentre il numero degli spettatori che hanno seguito gli eventi olimpici in tv è salito di circa il 30%.

 
<p>Alle Olimpiadi di Pechino sono stati sei gli atleti risultati positvi a sostanze proibile. Nell'immagine di archivio un tecnico alle prese con un campione di urina. REUTERS/Valentin Flauraud</p>