Nobel sovietico Solzhenitsyn muore a 89 anni

lunedì 4 agosto 2008 09:45
 

MOSCA (Reuters) - Tutto il mondo piange Alexander Solzhenitsyn, lo scrittore dissidente sovietico che ha svelato gli orrori dei campi di lavoro di Stalin, morto ieri all'età di 89 anni.

L'agenzia Itar-Tass ha scritto, citando il figlio Stepan Solzhenitsyn, che lo scrittore è morto per arresto cardiaco nella sua casa alle porte di Mosca alle 23,45 ora locale (le 21,45 in Italia).

"Il presidente Dmitry Medvedev porge le proprie condoglianze alla famiglia Solzhenitsyn", ha riferito un portavoce del Cremlino.

Veterano della Seconda guerra mondiale e internato per otto anni nei campi di Stalin per aver criticato il dittatore, lo scrittore è diventato un simbolo della resistenza intellettuale nei confronti del partito comunista, in una vita che -- per le sofferenze ed i successi che l'hanno attraversata -- riflette la parabola della Russia del XX secolo.

Solzhenitsyn ha passato 20 anni di esilio forzato in Occidente, e non ha mai smesso di criticarne i valori materialistici.

La sua dissidenza è continuata negli anni '80, quando ha manifestato contro le politiche del Cremlino nella nuova Russia.

Rifiutò di accettare un riconoscimento di stato da Boris Yeltsin, primo presidente della Russia post sovietica, dicendo di non poter accettare onori da un leader che aveva ridotto in miseria il suo popolo.

La sua monumentale opera "Arcipelago Gulag", scritta in gran segreto nell'Unione sovietica e pubblicata a Parigi in tre volumi tra il 1973 e il 1978, è il lavoro più completo sui campi di lavoro forzato voluti da Stalin, dove sono morte decine di milioni di persone.

Nel 1962 è stato pubblicato "Una giornata di Ivan Denisovich" che descrive la terribile routine dei campi di lavoro.

Altre opere di Solzhenitsyn, tra cui racconti storici e pamphlet politici, sono stati banditi e mai pubblicati nell'Unione sovietica.

Tra le sue opere più conosciute vanno ricordate "Il primo cerchio" e "Divisione Cancro" che hanno fatto conoscere Solzhenitsyn in tutto il mondo e che gli sono valse il premio Nobel per la letteratura nel 1970.

 
<p>Alexander Solzhenitsyn in una foto del 1998, quando rifiut&ograve; un premio attribuitogli dall'allora presidente russo Boris Yeltsin. REUTERS/Sergei Karpukhin/Files</p>