Gb, ex capo intelligence: "Noi non abbiamo ucciso Diana"

mercoledì 20 febbraio 2008 17:03
 

LONDRA (Reuters) - L'ex capo del Servizio segreto di intelligence della Gran Bretagna, Richard Dearlove, ha respinto formalmente le accuse del miliardario egiziano Mohamed al Fayed che sostiene che sia stato l'MI6 ad aver provocato la morte della principessa Diana.

Il suo intervento davanti alla commissione d'inchiesta sulla morte di Lady D e di Dodi al Fayed, figlio del proprietario dei grandi magazzini Harrods, avvenuta in un incidente d'auto a Parigi nell'agosto del 1997, è del tutto inusuale.

In effetti l'MI6 non è solito confermare o smentire le informazioni che hanno portato a delle operazioni per natura clandestine.

Il padre di Dodi al Fayed sostiene che la principessa del Galles sia stata uccisa da alcuni agenti britannici su ordine della famiglia reale che a suo dire non voleva che la madre del futuro re d'Inghilterra avesse un bambino con suo figlio, di fede musulmana.

Dearlove ha detto di non essere al corrente di nessun assassinio ordinato dall'MI6 durante il periodo in cui vi lavorò, tra il 1966 e il 2004.

L'ex capo del servizio segreto ha precisato che il servizio aveva bisogno per un'operazione del genere di un via libera da parte del Ministero degli Esteri.

 
<p>Il proprietario dei grandi magazzini Harrods Mohamed al-Fayed. REUTERS/Alessia Pierdomenico</p>