Pakistan, avvistati alpinisti sul Nanga Parbat,lanciati attrezzi

sabato 19 luglio 2008 13:14
 

ISLAMABAD (Reuters) - Un elicottero ha individuato i due alpinisti italiani bloccati sul Nanga Parbat, una delle più pericolose montagne del Pakistan, dopo la caduta in un crepaccio del loro compagno Karl Unterkircher.

Lo ha riferito oggi l'ambasciata italiana.

"Sono stati avvistati. Sono anche stati raggiunti con alcune attrezzature, cibo ed altre cose. Abbiamo lanciato loro una borsa con alcuni attrezzi", ha detto a Reuters il portavoce dell'ambasciata italiana Sergio Oddo.

Gli sforzi per portare in salvo Simon Kehrer e Walter Nones -- che stanno continuando la loro ascensione alle vetta -- sono però osteggiati dal cattivo tempo e dall'asperità della montagna, ha spiegato il portavoce.

"Le condizioni del tempo sono abbastanza cattive. Così gli elicotteri non sono in grado di andargli troppo vicino", ha aggiunto il diplomatico.

"Sono su una parete del monte. E' un punto in cui l'elicottero non è in grado di raggiungerli. E' troppo alto e troppo verticale".

Il Nanga Parbat -- chiamato anche montagna-killer -- è la nona cima più alta del mondo. Il suo nome in Urdu e significa Montagna Nuda.

La cima di 8.126 metri si trova nella parte occidentale della catena himalayana ed è stata conquistata per la prima volta dal tedesco German Buhl, nel 1953. Trentuno persone sono morte tentando di scalarla.

La notizia della caduta in un crepaccio di Unterkircher, alpinista altoatesino impegnato in una scalata sulla parete Rakhiot insieme ai due compagni, è arrivata mercoledì scorso.

L'alpinista, famoso per le scalate estreme, stava percorrendo una via nuova sul Nanga Parbat, quando è precipitato in un crepaccio.

Dalle ricostruzioni pare che l'incidente sia avvenuto martedì, quando la costola di neve dove Unterkircher stava battendo traccia sarebbe improvvisamente crollata sotto ai suoi piedi, facendolo precipitare in un crepaccio poco sopra i 6.000 metri.

 
<p>La cima del Nanga Parbat, detta la montagna killer, in Pakistan. REUTERS/Faisal Mahmood</p>