29 agosto 2008 / 06:19 / 9 anni fa

Venezia, attesa per film di Arriaga con Charlize Theron

<p>L'attrice Charlize Theron al suo arrivo al Festival del cinema di Venezia.Manuel Silvestri (ITALY)</p>

di Ilaria Polleschi

VENEZIA (Reuters) - Dopo George Clooney e Brad Pitt, sbarca alla 65esima Mostra del cinema di Venezia un altro pezzo di Hollywood: in concorso oggi è infatti la volta del film americano "The burning plain", prima prova da regista dello sceneggiatore candidato all'Oscar Guillermo Arriaga.

Il film ha per protagoniste le ottime Charlize Theron -- arrivata ieri al Lido per il secondo anno consecutivo, dopo la sua partecipazione nella passata edizione con "Nella valle di Elah" -- e Kim Basinger.

La pellicola è un racconto simultaneo di quattro diverse storie, apparentemente senza legame tra loro ma con epilogo a sorpresa, in una sceneggiatura sviluppata dal neoregista di origine messicana in oltre 15 anni, prima di essere scritta nel 2005.

"E' una storia che avevo in mente da tempo", ha spiegato oggi Arriaga, che ha debuttato dietro la macchina da presa dopo la fine della sua premiata collaborazione con il regista Alejandro Gonzalez Inarritu (per gli acclamati film "Amores perros", "21 Grammi", "Babel").

"Ciascuna delle storie è l'esplorazione del mistero di una donna, del suo viaggio emotivo che la porta all'estremo", ha sottolineato parlando del film -- applaudito oggi all'anteprima per la stampa -- che senza soluzione di continuità mescola presente e passato.

"Credo che nella vita reale si raccontino storie in modo scomposto, e questo è il linguaggio che ho voluto usare", ha spiegato. "Noi siamo diverse persone allo stesso tempo. Passiamo attraverso il esso ed ero interessato a capire quanto di noi resta nonostante il suo passaggio".

Parte fondamentale del film diventano anche i quattro elementi -- fuoco, aria, terra e acqua -- così latentemente presenti da far svelare a Charlize Theron, che del film è anche produttrice, che orginariamente il titolo avrebbe dovuto essere "The four elements".

"La storia ha come protagonisti i quattro elementi e il paesaggio, gli ambienti, sono stati di grande ispirazione", ha spiegato l'attrice premio Oscar, che dopo l'esperienza di "Monster" è tornata alla produzione.

"E' stato per me un onore ricevere il progetto di questo film, anche come produttrice. Si tratta di un lavoro che mi piace, non mi sembra tanto diverso da quello dell'attrice. Ci vuole creatività, ma c'è anche la parte economica che mi interessa", ha spiegato.

"Mi interessa capire come alla fine quest'industria riesca a sopravvivere, lotti per sopravvivere. Ma alla fine di tutto quello che si cerca di fare è un bel film".

INJU LA BESTIA

In gara oggi anche il film francese di Barbet Schroeder, "Inju, la bestia nell'ombra", tratto dal romanzo di Edogawa Ranpo e ambientato in Giappone.

Il film -- che ha raccolto qualche fischio ieri sera all'anteprima per la stampa -- racconta la storia di Alex Fayard, scrittore di successo di romanzi polizieschi che, per la promozione del suo libro, viene invitato in Giappone. Qui conosce una geisha che gli racconta di essere minacciata da un ex-fidanzato, e che probabilmente è Shundei Oe, autore di romanzi molto violenti, di cui Fayard è specialista e con cui ingaggia una lotta a distanza fino ad un tragico epilogo.

"Sono sempre stato affascinato da Rampo", ha spiegato oggi il regista francese raccontando l'origine della pellicola.

"Dopo aver letto la sceneggiatura, ho capito che si poteva fare un thriller americano, che allo stesso tempo fosse un film giapponese, ma anche un film sul cinema e sui suoi generi"

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