Scienziati sperano in sorprese nell'esperimento del Big Bang

lunedì 8 settembre 2008 20:27
 

GINEVRA (Reuters) - Gli scienziati coinvolti nello storico esperimento del "Big Bang" che inizierà in settimana sperano che il tutto si trasformi in una grossa sorpresa sull'universo e le sue origini, ma respingono l'idea che possa portare alla fine del mondo.

Robert Aymar, fisico francese che presiede il centro di ricerca del Cern, ha previsto che le scoperte che emergeranno dal progetto da 6,4 miliardi di euro porteranno grossi vantaggi alla società.

"Se qualcosa di quello che ci aspettiamo di trovare non ci sarà e se le cose non andranno come previsto, sarà ancora più stimoltante perché significa che abbiamo capito meno di quello che pensavamo sulla natura", ha detto il fisico britannico Brian Cox.

"Quello che mi piacerebbe vedere è l'inaspettato", ha detto Gerardus t'Hooft dell'Università del Michigan. Forse, ha suggerito, la macchina Large Hardron Collider (Lhc) al cuore dell'esperimento "ci mostrerà cose che non pensavamo esistessero".

Nel progetto che partirà mercoledì, gli scienziati hanno in programma di schiacciare insieme delle particelle per avvicinarsi alla velocità della luce all'interno del Large Hadron Collider e creare multiple mini-versioni del primordiale Big Bang.

I cosmologi sostengono che quell'esplosione di un oggetto delle dimensioni di una piccola moneta sia avvenuta circa 13,7 miliardi di anni fa e abbia portato alla formazione di stelle, pianeti e anche la vita sulla terra.

Un obiettivo chiave dell'esperimento del Cern è trovare l'"Higgs boson", dal nome dalla scienziato scozzese Peter Higgs che nel 1964 ha individuato la particella come quella che ha reso possibile l'universo.

Il Cern, centro europeo per la ricerca nucleare, spiega che i suoi ricercatori chiave -- e altri impiegati -- sono stati inondati da e-mail con i timori sull'esperimento.

Ci sono paure che possa creare "buchi neri" in grado di risucchiare il Cern, l'Europa e l'intero pianeta, o che aprirà la strada a esseri di altri universi che possano invadere la terra.

Gli scienziati respingono prospettive del genere.

"L'Lhc ci consentirà di studiare nel dettagli quello che la natura sta facendo intorno a noi", spiega Aymar, che guida il Cern da cinque anni. "La macchina è sicura e qualsiasi suggerimento che possa essere un rischio è pura fiction".

 
<p>Rappresentazione grafica del Big Bang realizzata dalla rivista Science. REUTERS/David Aguilar (CfA)/Handout (Usa).</p>