Musica e politica, Ligabue: incrocio le dita per l'Italia

giovedì 8 maggio 2008 17:33
 

di Ilaria Polleschi

MILANO (Reuters) - Un italiano che incrocia le dita sperando per il futuro del proprio paese: così si definisce Luciano Ligabue, nel giorno del giuramento del nuovo governo e a poco meno di un mese dalla sconfitta della sinistra.

"Voglio incrociare le dita. Ma inutile dire che non sono felice del risultato (delle elezioni)", ha spiegato oggi ad un gruppo ristretto di giornalisti il Liga, che ha un passato remoto di assessore nella sua Correggio tra le file della sinistra.

"Con 'Buonanotte all'Italia' ho detto una cosa molto chiara", ha spiegato oggi riferendosi a uno dei due inediti pubblicati nel suo disco "Primo tempo" uscito a novembre, che ha venduto finora 500mila copie. "Se ci sei nato è impossibile non amare questo paese, anche se si fa una fatica bestiale perché non si riesce a vedere un futuro".

"Ma mi sento un italianissimo, che incrocia le dita e spera in una botta di culo che sistemi le cose per il presente e iniziare così a poter sperare per il futuro".

Intanto il Liga -- dopo un breve tour europeo che però non l'ha ancora convinto a buttarsi all'estero e mentre fa il conto alla rovescia per i concerti che terrà a luglio in diverse città italiane -- si prepara all'uscita il 30 maggio del suo "Secondo tempo": una raccolta dei suoi più grandi successi dal 1997 al 2005 e tre inediti.

Si tratta de "Il centro del mondo", primo singolo in radio da domani; "Il mio pensiero" -- ("dedicato al mio modo un po' sfigato di rimpiangere le cose piuttosto di godere di quelle che ci sono") -- e "Ho ancora la forza", un brano scritto anni fa con Francesco Guccini e rivisto da Ligabue.

"E' un modo per dire di avere voglia di fare la propria parte. Messa alla fine del mio 'secondo tempo', significa che ho voglia ancora di fare altro, che il film non finisce. E' un auspicio che mi faccio", ha aggiunto.

Ma per il momento lui -- già regista delle due fortunate pellicole "Radiofreccia" e "Da zero a 10" -- non ha invece in programma di darsi di nuovo al cinema.

"Ho la voglia di fare il terzo film, ma solo se ho una storia per cui vale la pena sacrificare un anno della mia vita. Non faccio il regista di mestiere, sono uno che ha bisogno di esprimere ciò che pensa, non quello che pensano gli altri".