Venezia, l'infanzia abusata e salvata raccontata da Pontecorvo

giovedì 28 agosto 2008 12:23
 

di Ilaria Polleschi

VENEZIA (Reuters) - Bambini salvati dalle strade e dai canali di Bucarest grazie al circo e a un clown volenteroso. Alla 65esima Mostra d'arte cinematografica di Venezia va in scena la vita vera con "Pa-ra-da", secondo film da regista di Marco Pontecorvo, figlio d'arte dell'indimenticato Gillo, storico ex-direttore del festival.

Il film, in gara nella sezione Orizzonti, racconta la realtà della Romania dopo la rivoluzione e la realtà di un gruppo di bimbi di strada dall'infanzia abusata, tra droga e prostituzione, salvati dall'impegno di Miloud, giovane clown arrivato a Bucarest per caso, ma dove decide di restare per realizzare un circo itinerante che ancora oggi viaggia in giro per il mondo.

"Il film è nato dopo aver letto un articolo di giornale su Miloud", ha spiegato oggi Pontecorvo, già apprezzato direttore della fotografia. "Mi aveva colpito molto come persona, sono entrato in contatto con lui e poi sono andato a Bucarest. Sono rientrato dopo 10 giorni con l'idea di voler fare il film ad ogni costo".

Così è arrivato "Pa-ra-da", dal nome che i ragazzini hanno dato al loro gruppo circense, nato dopo varie disavventure, tragedie e osteggiato dalla malavita ma anche da funzionari corrotti.

"Sono convinto che questo film fosse da fare, per raccontare il disagio di strada che esiste ancora oggi non solo a Bucarest ma in molte altre città", ha raccontato oggi lo stesso Miloud Oukili (sullo schermo interpretato dal bravo Jalil Lespert), 36enne metà francese e metà algerino, artista di strada premiato per il suo impegno nel corso degli anni con vari riconoscimenti, fra cui quello dell'Unicef.

"Nel corso degli anni ho imparato a non giudicare ma a cercare di capire. Sapevo che sarebbe stato un bel film, che avrebbe aiutato a ragionare su come nel 2008 ci siano ancora questi bambini nelle nostre strade".

 
<p>Immagine di due carabinieri davanti alla statua del Loene d'oro simbolo del Festival del cinema di Venezia. REUTERS/Denis Balibouse (ITALY)</p>