Venezia, il presidente di giuria Wim Wenders:"grande privilegio"

mercoledì 27 agosto 2008 14:46
 

di Ilaria Polleschi

VENEZIA (Reuters) - Una selezione che possa rappresentare lo status quo dell'industria cinematografica mondiale: è questo l'auspicio del regista tedesco Wim Wenders, presidente dalla giuria chiamata ad assegnare il Leone d'oro alla 65esima Mostra d'arte cinematografica di Venezia, che si inaugura oggi.

"Ho molta fiducia (nel direttore della Mostra) Marco (Muller). Sono certo che vedremo 21 film che saranno uno stato dell'arte dell'industria cinematografica", ha spiegato oggi in conferenza stampa.

"Vedremo ogni film con occhi ben aperti. Non avremo pregiudizi e spero che le nostre decisioni non saranno parziali o fuorviate da nazionalismi. Tutti i film avranno la stessa chance... non vedo l'ora di vederli".

Wenders, già abituato a ruoli di giurato ai festival di Cannes e di San Sebastian, ha aggiunto di considerare un "grande privilegio" il fatto di poter assistere a tutte le proiezioni, cosa impossibile quando si è in gara.

"Probabilmente noi ci divertiremo più di chiunque altro", ha aggiunto, riferendosi ai suoi compagni di avventura, come l'attrice Valeria Golino, i registi Douglas Gordon, Lucrecia Martel, John Landis, Johnnie To e Juriy Arabov, che assisteranno alle proiezioni ufficiali con il pubblico.

"Io guarderò i film da cinefila, da persona che ama il cinema", ha assicurato la Golino. "Cercherò la bellezza, che va oltre il genere, la nazione o la lingua. Per me il cinema è molto emotivo e sensoriale e nonostante faccia parte di questa industria, guardo sempre con incanto verso il grande schermo".

Dello stesso parere anche Landis che, dopo aver "dichiarato" la sua amicizia con alcuni dei registi in gara, come Pupi Avati, ha detto di non vedere l'ora di iniziare a visionare le pellicole, aggiungendo di essere a Venezia "in onore di Gillo Pontecorvo", storico ex-direttore della Mostra.

Intanto Muller ha difeso le sue scelte per i 21 film in concorso quest'anno, secondo alcuni critici povero di film hollywoodiani e con poco glamour rispetto ad alcune edizioni passate.

"Non si fanno selezioni a tavolino decidendo quali elementi includere e quali lasciare fuori. Abbiamo fatto una fuga in avanti, stando attenti a trascrivere tutte le esperienze. Per la seconda volta consecutiva abbiamo un record di cinque film americani", ha sottolineato.

"L'anno scorso c'erano tre film britannici e quest'anno nessuno... Ma la Mostra non è un atlante delle nazioni... Non diamo una quota di partecipazione nazionale ai vari paesi ma scegliamo in base alle emozioni che i film hanno suscitato in noi".

 
<p>Il regista tedesco Wim Wenders REUTERS/Alessia Pierdomenico</p>