Caso intercettazioni Inter, fermato il sarto Brescia

venerdì 16 maggio 2008 13:38
 

MILANO (Reuters) - Il sarto Domenico Brescia -- intercettato in telefonate con alcuni giocatori e manager dell'Inter e indagato dalla procura di Milano per spaccio di droga -- è stato fermato dai carabinieri del Ros ieri in tarda serata su disposizione del pm Marcello Musso.

Lo riferiscono fonti giudiziarie, precisando che il provvedimento si sarebbe reso necessario a causa della fuga di notizie di questi giorni, che "rischia di vanificare due anni e mezzo di indagine".

L'uomo -- accusato in concorso con altre persone di aver ceduto due kg di cocaina -- è stato portato al carcere di San Vittore a Milano. Domani si terrà l'udienza di convalida del fermo per lui e per altri quattro fermati.

Secondo l'avvocato di Brescia, Marisa Guassardo, si tratta di un provvediemento "vagamente abnorme".

Ieri il legale ha spiegato che il sarto conosce da molti anni i giocatori della squadra nerazzurra ma che con loro non ha mai avuto rapporti di carattere illecito.

Secondo quanto riportato ieri da alcuni quotidiani, Brescia è indagato in un'inchiesta sul traffico di droga che non vede alcuna responsabilità penale per i giocatori dell'Inter, finiti nelle intercettazioni degli inquirenti soltanto perché parlavano con lui.

L'uomo è titolare di un negozio di abbigliamento a Rovello Porro (Como) e fino a un mese faceva lavori di sartoria per l'allenatore della squadra, Roberto Mancini, e per altri giocatori.

Brescia, sempre secondo i quotidiani, sarebbe stato in affari con soggetti legati alla malavita calabrese ed è stato condannato per riciclaggio nel 1994, quando gestiva affari ambigui al fianco di Santino Cattaneo.

L'avvocato di Brescia sostiene che l'uomo frequenta da 30 anni i calciatori dell'Inter, che si reca ogni giorno alla "Pinetina", il centro dove i giocatori nerazzurri si allenano, e che rifornisce personalmente alcuni giocatori e Mancini.   Continua...

 
<p>L'allenatore dell'Inter, Roberto Mancini, durante la partita di domenica scorsa dei nerazzurri contro il Siena. REUTERS/Stefano Rellandini (ITALY)</p>