Meningite, Iss: no corsa al vaccino, sfatare i luoghi comuni

giovedì 17 gennaio 2008 10:17
 

di Ilaria Polleschi

MILANO (Reuters) - Il numero dei casi di meningite registrati negli ultimi due mesi in varie regioni italiane rientra nella normalità delle medie stagionali per la malattia e non desta preoccupazione, secondo l'Istituto superiore di sanità, che ribadisce l'invito i cittadini a non allarmarsi.

"Sappiamo che c'è una circolazione ordinaria con certe frequenze nella popolazione", spiega in una intervista a Reuters la dottoressa Stefania Salmaso, direttore del Centro nazionale di epidemiologia dell'Iss.

"Attualmente in Italia non siamo in una situazione di emergenza", sottolinea, aggiungendo che è piuttosto inutile la corsa al vaccino nelle zone non colpite e sfatando alcune 'leggende metropolitane' relative ai modi di contagio, dallo scambio di bicchieri alla presenza di immigrati.

Da dicembre ad oggi, il sistema di sorveglianza del centro -- che riceve le segnalazioni dalle singole regioni -- ha registrato nove casi in Veneto, appartenenti a un unico focolaio epidemico, e circa sei casi altrove, alcuni dei quali ancora da confermare, considerati invece appartenenti alla "normale endemia della meningite meningococcica", spiega la dottoressa.

La meningite, infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale, è generalmente di origine infettiva, può essere causata da virus o batteri e colpisce in Italia sopratutto nella stagione invernale con 800 casi all'anno.

Nella forma virale è spesso asettica e si risolve in pochi giorni senza gravi conseguenze, mentre quella batterica può essere fatale. Tra i batteri responsabili c'è il meningococco B -- per il quale non esiste vaccino - e quello C, che è stato identificato come causa di un focolaio epidemico a dicembre nel Trevigiano e che ha provocato almeno tre morti.

INTERVENTO DI SANITA' PUBBLICA PER INTERROMPERE LA TRASMISSIONE

"I meningococchi che causano meningite si diffondono circolando tra portatori asintomatici. E' chiaro che quando si verifica un focolaio epidemico, con più di un caso, vuol dire che la circolazione del batterio si è intensificata".   Continua...

 
<p>La siringa pronta per un vaccino. La foto ha solo carattere illustrativo della notizia. REUTERS/Phil Klein</p>