Libero commercio alimenti minaccia poveri,ambiente,dice rapporto

martedì 15 aprile 2008 14:02
 

LONDRA (Reuters) - La liberalizzazione del commercio di prodotti alimentari nei paesi in via di sviluppo può intralciare i tentativi di alleviare la povertà e danneggiare l'ambiente, secondo un rapporto di un ente sponsorizzato dalle Nazioni Unite e dalla Banca Mondiale.

"L'apertura dei mercati nazionali alla concorrenza internazionale può offrire benefici economici, ma portare anche effettivi negativi di lungo termini sul fronte della lotta alla povertà, la sicurezza alimentare e l'ambiente, se non sono attive istituzioni e infrastrutture nazionali", dice il rapporto.

Sessanta governi, tra cui quello di Brasile, Cina, Francia e India, hanno approvato la relazione. Usa, Australia e Canada metteranno delle riserve nella settimana, mentre la Gran Bretagna non ha ancora ufficialmente risposto.

I governi sono seriamente preoccupati dell'impatto sulle popolazioni povere del mondo dell'aumento dei prezzi alimentari. Ci sono state rivolte per il cibo ad Haiti e proteste in Camerun, Niger e Burkina Faso in Africa, oltre che in Indonesia e Filippine.

Funzionari delle agenzie finanziarie e dello sviluppo di tutto il mondo hanno chiesto di intraprendere passi urgenti per fronteggiare l'aumento dei prezzi, avvertendo che le rivolte potrebbero diffondersi se non si corre ai ripari.

Il rapporto odierno dell'International Assessment of Agricultural Science and Technology for Development (IAASTD), sostiene che l'incremento dell'agricoltura intensiva, orientata all'export, ha serie implicazioni sociali e ambientali.

Lo IAASTD, che tra gli sponsor conta la Banca mondiale, la Fao e l'Organizzazione mondiale della sanità, ha detto che i benefici dell'aumento della produzione agricola sono distribuiti in modo ineguale nel sistema vigente.

 
<p>Alcuni contadini che raccolgono del riso in Indonesia. REUTERS/Crack Palinggi (INDONESIA)</p>