Natale,Papa pensa a vittime guerre,fasce deboli,ambiente

martedì 25 dicembre 2007 13:13
 

CITTA' DEL VATICANO (Reuters) - Il pensiero del Papa nel giorno di Natale va alle terre martoriate dai conflitti armati e alle fasce più deboli della società - dai migranti ai disoccupati - senza dimenticare la questione ambientale.

"In questo giorno di pace, il pensiero va soprattutto laddove rimbomba il fragore delle armi: alle martoriate terre del Darfur, della Somalia e del nord della Repubblica Democratica del Congo, ai confini dell'Eritrea e dell'Etiopia, all'intero Medio Oriente, in particolare all'Iraq, al Libano e alla Terrasanta, all'Afghanistan, al Pakistan e allo Sri Lanka, alla regione dei Balcani, e alle tante altre situazioni di crisi, spesso purtroppo dimenticate", ha detto Benedetto XVI nel suo messaggio "Urbi et Orbi" in occasione della Messa di Natale, trasmessa in circa 57 Paesi.

Benedetto, 80 anni, ha pregato "per quanti si trovano nelle tenebre della miseria, dell'ingiustizia, della guerra; per coloro che vedono ancora negata la loro legittima aspirazione a una più sicura sussistenza, alla salute, all'istruzione, a un'occupazione stabile, a una partecipazione più piena alle responsabilità civili e politiche, al di fuori di ogni oppressione e al riparo da condizioni che offendono la dignità umana".

"Vittime dei sanguinosi conflitti armati, del terrorismo e delle violenze di ogni genere, che infliggono inaudite sofferenze a intere popolazioni, sono particolarmente le fasce più vulnerabili, i bambini, le donne, gli anziani. Mentre le tensioni etniche, religiose e politiche, l'instabilità, le rivalità, le contrapposizioni, le ingiustizie e le discriminazioni, che lacerano il tessuto interno di molti Paesi, inaspriscono i rapporti internazionali".

Il Santo Padre ha quindi ricordato che "nel mondo va sempre più crescendo il numero dei migranti, dei rifugiati, degli sfollati anche a causa delle frequenti calamità naturali, conseguenza spesso di preoccupanti dissesti ambientali".

INVITO AD ACCOGLIERE "LA LUCE DI CRISTO"

"La luce di Cristo, che viene ad illuminare ogni essere umano, possa finalmente rifulgere", ha detto il Papa nel suo messaggio.

"Lasciamo che la luce di questo giorno - ha proseguito - si diffonda dappertutto: entri nei nostri cuori, rischiari e riscaldi le nostre case, porti serenità e speranza nelle nostre città, dia al mondo la pace. E' questo il mio augurio per voi che mi ascoltate".

Il Pontefice, in paramenti dorati, ha rivolto gli auguri di Natale ai fedeli in 63 lingue.

Una nuova lingua nella messa di quest'anno è il Guarani, parlato dagli indigeni del Sud America il cui ambiente naturale è minacciato dallo sviluppo.

 
<p>Papa Benedetto XVI alla Basilica di San Pietro REUTERS/Max Rossi</p>