Ferré (It Holding) prevede quadruplicare ordini nuova collezione

mercoledì 25 giugno 2008 11:51
 

MILANO (Reuters) - Il marchio Gianfranco Ferré sta vivendo un momento "entusiasmante", con vendite per l'ultima collezione salite del 12-13% e previsioni per la prossima collezione di quadruplicare gli ordini.

A dirlo oggi Tonino Perna, presidente, AD e maggior azionista di It Holding, che controlla la maison dell'architetto-stilista scomparso un anno fa.

"Stiamo crescendo bene in quello che per noi è un momento di transizione, i nostri negozi sono in crescita", ha spiegato Perna alla presentazione della nuova joint venture del lusso con la Gio Developement di Dubai, per la costruzione di una torre dal valore di 1,2 miliardi di dollari che garantirà alla Gianfranco Ferré spa ricavi minimi garantiti pari a 23 milioni di dollari in tre anni e royalty del 10% sulla vendita degli arredi ideati dal team creativo della griffe.

Perna ha aggiunto che nei prossimi giorni la Gianfranco Ferré inizierà a vendere la pre-collezione che sarà poi presentata alle sfilate per la moda donna di settembre. "Ci aspettiamo numeri grossi, superiori di 4 o 5 volte al passato", ha precisato, definendo il momento che sta vivendo la maison "entusiasmante".

Per quanto riguarda la quotazione del titolo It Holding, secondo Perna è "sottovalutato".

"Il mercato non si concentra sul valore che stiamo creando, ma sul chiacchiericcio in malafede", ha detto il presidente a margine della presentazione.

Da tempo la stampa italiana riporta indiscrezioni su presunte trattative tra Perna e fondi di private equity interessati a toglierla dal listino di Piazza Affari, ipotesi che Perna ha indirettamente smentito.

"La nostra organizzazione è diversificata ed elastica. Ora che stiamo uscendo dalla ristrutturazione abbiamo dei paracaduti che il mercato dovrebbe evidenziare".

Il titolo poco dopo le 11:30 sale del 6,24% a 0,451 dopo aver toccato il massimo dell'anno il 3 gennaio scorso a 1,115.

 
<p>La collezione uomo Gianfranco Ferre'presentata il 22 giugno 2008 REUTERS/Stefano Rellandini</p>