A Clooney e Cheadle premio per la pace per lavoro sul Darfur

giovedì 13 dicembre 2007 15:50
 

ROMA (Reuters) - Gli attori di Hollywood George Clooney e Don Cheadle hanno ricevuto oggi dai premi Nobel un riconoscimento per la loro campagna di aiuto nei confronti della popolazione della regione sudanese del Darfur, dopo quattro anni e mezzo di guerra.

Insieme a Brad Pitt, Clooney e Cheadle -- co-protagonisti in "Ocean's Thirteen" -- hanno usato la loro popolarità per raccogliere fondi a favore dei rifugiati, attraverso la loro associazione "Not On Our Watch" e per assicurarsi che la "continua carneficina" in Darfur non sia dimenticata.

Gli esperti stimano che 200.000 persone siano state uccise e che 2,5 milioni siano rimasti senza famiglia nel conflitto, che contrappone gruppi di ribelli non arabi al governo di Khartoum e milizie arabe dal 2003.

Le tregue non reggono e i piani di inviare 26.000 peacekeeper dell'Onu sono fermi a causa delle restrizioni imposte da Khartoum e la mancata fornitura di elicotteri da parte degli stati dell'Occidente.

"Don e io...siamo qui davanti a voi come falliti", ha detto Clooney, paragonando i suoi sforzi a quelli dei premi Nobel che stanno partecipando alla cerimonia del Peace Summit Award a Roma, tra cui l'ex-presidente russo Mikhail Gorbaciov e il Dalai Lama.

"La semplice verità è che in Darfur le persone non stanno meglio ora rispetto a qualche anno fa. Gli omicidi continuano, gli stupri continuano e circa due milioni e mezzo di rifugiati devono ancora tornare a casa".

Cheadle, che ha ottenuto una nomination agli Oscar per il suo ruolo in "Hotel Rwanda", sul manager di un albergo che tenta di salvare alcune vite durante il genocidio del 1994, ha detto che il premio è "un'ispirazione per continuare a combattere".

Clooney, Cheadle e Pitt hanno raccolto 10 milioni di dollari per il Darfur allo scorso festival del cinema di Cannes. Clooney e Cheadle hanno inoltre contribuito alla realizzazione di un documentario sul conflitto, "Darfur Now".

 
<p>L'attore americano George Clooney. REUTERS/Dario Pignatelli</p>