Clima,esperto: comitato Onu sottostima bisogno nuove tecnologie

giovedì 3 aprile 2008 09:24
 

WASHINGTON (Reuters) - La commissione Onu sul cambiamento climatico sottostima seriamente il bisogno di nuove tecnologie nei suoi rapporti su quello che farà per stabilizzare l'emissione dei gas serra responsabili del riscaldamento globale.

Lo hanno riferito esperti di economia ed ecologia.

La commissione intergovernativa sui cambiamenti di clima basa le sue previsioni sul riscaldamento globale emesse lo scorso anno sull'assunzione che la tecnologia migliorerà automaticamente, dando al mondo anche una maggiore efficienza energetica, che contribuirà a diminuire le emissioni nei prossimi decenni.

Ma questi miglioramenti automatici non sono avvenuti finora in questo secolo, secondo gli autori di un commento nell'ultimo numero della rivista Nature.

"Noi sosteniamo che la misura di questa sfida tecnologica sia stata seriamente sottostimata... distogliendo l'attenzione da politiche che potrebbero direttamente stimolare l'innovazione tecnologica", si legge.

Mentre l'efficienza energetica continua a migliorare nei paesi più ricchi, inclusi Stati uniti e Europa, sta diminuendo in paesi in rapida via di sviluppo come in Cina, dove la domanda aumenta, spiega in una intervista telefonica Roger Pielke Jr., tra gli autori del trattato.

CRESCENTE RICHIESTA DI ENERGIA

"Ci sono oltre due miliardi di persone in tutto il mondo che non hanno accesso all'elettricità", ha detto Pielke, del Centro per la ricerca scientifica e tecnologica dell'università del Colorado a Boulder. "E mentre loro chiedono, giustamente, l'accesso all'energia, le loro emissioni aumentano".

L'anidride carbonica è emessa da impianti a carbone, veicoli a benzina, industrie oltre che da fonti naturali come la respirazione umana ed è una dei cosiddetti gas serra che esacerbano i cambiamenti globali del clima, intrappolando calore vicino alla superficie terrestre.   Continua...

 
<p>Un uomo raccoglie dell'acqua da uno stagno in secca a Yingtan, nella provincia cinese di Jiangxi. REUTERS/Stringer (CHINA)</p>