Venezia, a Ozpetek e Kiarostami l'Oscar delle stroncature

lunedì 1 settembre 2008 13:55
 

di Ilaria Polleschi

VENEZIA (Reuters) - I più tartassati? Kiarostami, Ozpeteck, ma anche i "prezzi da rapina" e l'organizzazione delle proiezioni.

Fedele come ogni anno torna l'angolo dedicato alle "stroncature" del pubblico, ideato dall'autore e volto tv Gianni Ippoliti, che con il suo "Ridateci i soldi" dà voce agli spettatori paganti della 65esima Mostra internazionale del cinema di Venezia, premiando a fine settimana la critica più azzeccata.

I commenti non risparmiano nessuno, né gli autori cult, né il cinema indipendente. Dopo i primi sei giorni di Mostra, ad avere la peggio sembra essere il regista iraniano Abbas Kiarostami, che con il suo "Shirin" -- un'ora e mezzo di camera fissa su un gruppo di donne iraniane che stanno guardando un film -- ha attirato le critiche più feroci.

"Ho provato ad addormentarmi, ma quella accanto a me russava", scrive uno spettatore, parlando del film. "Ha veramente esagerato con la sua sperimentazione", gli fa eco un altro. "L'unica persona che aveva capito tutto era quell'attrice iraniana che dormiva all'inizio".

Non se la passa bene neppure "Il giorno perfetto" di Ferzan Ozpetek. "Gli astri affermano: decisamente Saturno contro", scrive a mo' di oroscopo un altro spettatore, facendo riferimento ad un altro film del regista turco. "Il giorno perfetto? Quello in cui Ozpetek lascerà il cinema", scrive un altro.

Certo è che nello spazio sempre affollato delle critiche, che si trova accanto al palazzo del cinema, ce n'è per tutti: per chi si lamenta dei prezzi troppo alti di biglietti, trasporti e cibo, per chi se la prende con i film in gara (come "Plastic city" di Yu Lik-wai: "118 minuti di troppo", si legge), chi con i selezionatori ("Ma cosa fumano prima di scegliere un film?").

"Vi diamo la nostra parola d'onore che continueremo a considerarvi un festival anche se non presenterete film a dir poco, e garbatamente, pallosi", conclude un altro gruppo di cinefili.

Anche i critici di professione sono partiti quest'anno piuttosto scettici sulla Mostra del 2008, accusata di avere pochi titoli davvero interessanti.

Certo lo sciopero degli sceneggiatori di Hollywood all'inizio dell'anno ha contribuito a far sì che i film americani -- quelli che portano in Laguna le grandi star di Hollywood e contribuiscono a dare un certo glamour alla passerella -- fossero relativamente pochi.

"Quello che il festival dimostra è che questo del 2008 è semplicemente un cattivo anno per i film", dice Jay Weissberg della rivista specializzata Variety. "L'impressione generale è di delusione e che qui tutti stiano cercando disperatamente un film davvero buono in gara".

 
<p>Ferzan Ozpetek al festival. REUTERS/Max Rossi (ITALY)</p>