'Ndrangheta, Eurispes:fa affari per 44 miliardi, il 2,9% del Pil

mercoledì 21 maggio 2008 14:55
 

MILANO (Reuters) - Quasi 14.000 denunce, 507 atti intimidatori, 1.150 beni confiscati e 44 miliardi di euro di giro d'affari: sono questi alcuni dei numeri che riguardano la 'ndrangheta, la criminalità organizzata calabrese, secondo un dossier realizzato dall'Eurispes presentato oggi.

I proventi maggiori dell'organizzazione arrivano dal traffico di droga, che rappresenta il 62% dei profitti illeciti (pari a 27.240 milioni di euro), spiega lo studio, seguito dall'estorsione e dall'usura (5.017 milioni di euro), il traffico di armi (2.938 milioni di euro) e il mercato della prostituzione (2.867 milioni di euro).

"Ammonta a quasi 44 miliardi di euro il giro d'affari della 'ndrangheta stimato dall'Eurispes per il 2007", spiega in una nota il presidente dell'Eurispes, Gian Maria Fara. "Un fatturato fuorilegge, pari al 2,9% del Prodotto interno lordo italiano attestato, per l'anno in esame, a 1.535 miliardi di euro".

Il dossier definisce la 'ndrangheta una "holding" perché "sembra, più di tutte le altre organizzazioni criminali, agire in termini di business: come una società che detiene la maggioranza delle azioni di tante altre aziende satelliti, le 'ndrine, la foraggiano e ne compongono la complessa struttura reticolare", spiega ancora Fara.

Secondo lo studio, tra il 1992 e il 2007, a tutte le organizzazioni criminali presenti sul territorio nazionale sono stati complessivamente sequestrati beni per un valore pari a oltre 5,2 miliardi di euro, di cui circa 231 milioni di euro provenienti dalle 'ndrine.

Emerge inoltre che tra il 1999 e il 2008, in Calabria, si sono verificati 202 omicidi legati all'attività criminale, con un incremento del 677%.

"La 'ndrangheta si presenta attualmente come una manifestazione del crimine organizzato assolutamente preoccupante soprattutto per quanto riguarda il suo radicamento a livello territoriale e ancor di più perché capace di adottare forme e strategie diverse (...) sempre più difficili da monitorare e da ostacolare", aggiunge il presidente.

REGGIO CALABRIA, CATANZARO E CROTONE TRA PROVINCE PIU' A RISCHIO

Lo studio assegna a Napoli, con un punteggio pari a 68,9, la maglia nera del territorio provinciale più permeabile ai tentacoli della criminalità organizzata, secondo l'Indice di penetrazione mafiosa (Ipm) che annualmente misura la permeabilità dei territori al crimine organizzato.   Continua...

 
<p>Alcuni agenti di polizia in una immagine di archivio REUTERS/Marco Bucco</p>