Venezia, Avati in gara: "Il papà di Giovanna" mi somiglia

domenica 31 agosto 2008 15:22
 

di Ilaria Polleschi

VENEZIA (Reuters) - Secondo film italiano in gara oggi alla 65esima Mostra internazionale del cinema di Venezia con "Il papà di Giovanna" di Pupi Avati, applaudito senza eccessi all'anteprima mattutina per la stampa.

"E' un film a cui sono profondamente legato, in cui ho riversato tutto quello che so di bene e di male della figura paterna", ha spiegato oggi il regista 70enne, che torna ad esplorare il rapporto tra padre e figlia dopo "La cena per farli conoscere", in una storia ambientata negli anni 30 e 40, quando un papà (interpretato da Silvio Orlando) lascia tutto per seguire la figlia (Alba Rohrwacher) con problemi psichici e colpevole di omicidio.

"In questo film parlo di me per l'ennesima volta", ha aggiunto Avati. "Fortunatamente la vita mi ha risparmiato un evento così drammatico come quello del film, ma non mi ha esentato dal ruolo di papà, per tre volte... sopratutto di una figlia femmina che durante l'adolescenza ha manifestato delle difficoltà nel rapporto con gli altri. Io le sono stato accanto con premurosità, affetto, curiosità".

Il film -- che uscirà il 12 settembre e in cui sono presenti anche Francesca Neri, nella parte di una madre indurita dagli eventi, Ezio Greggio, per la prima volta in un ruolo drammatico, e Serena Grandi -- oltre al rapporto tra genitori e figli affronta anche quello matrimoniale, tra uomo e donna.

"Nelle storie d'amore c'è sempre uno sbilanciamento da una parte o dall'altra, è nelle cose della vita", ha spiegato Avati, sposato da 44 anni. "Anch'io ho riflettuto e sono convinto di aver amato molto più io mia moglie di quanto lei abbia amato me".

IN COMPETIZIONE MIYAZAKI E LA SUA PONYO

In gara oggi anche il nuovo cartone animato di Hayao Miyazaki, "Ponyo on the cliff by the sea", una sorta di "Sirenetta" in salsa giapponese.

E' il racconto poetico di una pesciolina rossa, Ponyo, che vuole diventare bambina dopo aver incontrato il piccolo Sosuke, che le ha promesso di proteggerla e di prendersi cura di lei.   Continua...

 
<p>Il regista Pupi Avati in una foto del 2003. REUTERS/John Schults</p>