Salute, scoperta in Italia proteina che regola crescita tumori

mercoledì 10 settembre 2008 19:01
 

MILANO (Reuters) - Alcuni ricercatori hanno scoperto la funzione di una proteina che regola la crescita dei tumori e che potrebbe essere alla base di nuove cure anti-cancro.

Lo studio, condotto presso l'Istituto Scientifico San Raffaele di Milano e pubblicato oggi on line sulla rivista scientifica Nature, ha individuato la proteina eIF6 come responsabile non solo della proliferazione dei tumore, ma anche di grasso corporeo.

"Le implicazioni di questa scoperta sono diverse", spiega in una nota Stefano Biffo, coordinatore dello studio e responsabile del laboratorio di Istologia molecolare e crescita cellulare al San Raffaele e docente all'Università degli Studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro.

"In questo studio abbiamo dimostrato che le cellule che hanno metà dei livelli di eIF6 sono meno soggette alla trasformazione in cellule tumorali. (...) Anche se saranno necessari ancora anni, la prospettiva è verificare se questa funzione può essere controllata con i farmaci e diventare una possibile cura contro i tumori".

La ricerca -- spiega una nota del San Raffaele -- è stata realizzata osservando modelli animali che producono in modo naturale metà della quantità della proteina eIF6, fondamentale per la crescita e la sopravvivenza degli organismi, normalmente sintetizzata dalle cellule.

Ad un'analisi più approfondita, i ricercatori hanno individuato in loro anomalie curiose: una riduzione della formazione di grasso e una riduzione delle dimensioni del fegato, caratteristiche che non potevano essere attribuite alla presenza di una malattia.

I ricercatori, analizzando questi due fattori, hanno verificato che tutte le cellule con la metà dei livelli normali di questa proteina hanno un funzionamento regolare ma che, se stimolate dall'esterno a crescere e riprodursi, non reagiscono in maniera efficace. E' possibile presumere, quindi, che a una totale assenza di eIF6 corrisponda il completo 'blocco' della produzione di proteine e la conseguente morte della cellula.

Lo studio è stato realizzato dal San Raffaele e dall'Università Vita-Salute San Raffaele in collaborazione con l'Università degli Studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro e la Northwestern University di Chicago negli Stati Uniti.

Primo autore è Valentina Gandin, ricercatore del laboratorio di Istologia molecolare e crescita cellulare al San Raffaele.

Lo studio è stato possibile grazie a finanziamenti dell' Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc), della Fondazione Telethon, della Fondazione Cariplo e del National Institutes of Health (Nih) americano.