Venezia ricorda tra le polemiche il suo '68

sabato 30 agosto 2008 16:40
 

di Ilaria Polleschi

VENEZIA (Reuters) - A 40 anni di distanza, la Mostra internazionale del cinema di Venezia racconta oggi, con un documentario già contestato dai protagonisti dell'epoca, i fatti che nel 1968 portarono a ritardare di due giorni la kermesse.

"Venezia68", del giornalista Antonello Sarno -- un habitué della Mostra -- e del critico Stefano della Casa, racconta il movimento dei cineasti e autori di sinistra, da Cesare Zavattini a Francesco Maselli e Liliana Cavani, che con le proteste riuscirono a rinviare di 48 ore l'inizio del festival, previsto il 25 agosto 1968.

Trentanove minuti per raccontare le due giornate di lotta, che contestavano lo statuto della Mostra, risalente al fascismo, e che finirono inevitabilmente per rivolgersi contro il direttore Luigi Chiarini, insieme ai sit-in e agli scontri tra la polizia e i registi.

"L'intenzione del documentario era quello di fare chiarezza sul '68 a Venezia", ha spiegato oggi Sarno, sottolineando come, nonostante i due giorni in Laguna furono poca cosa in confronto al boicottaggio del festival di Cannes, che quell'anno saltò completamente, a Venezia ci vollero poi 11 anni per far ritornare la Mostra veneziana ai fasti di un tempo.

Il documentario -- proiettato ufficialmente oggi -- è stato duramente contestato da Maselli, protagonista di quei giorni, che sulla Stampa ha definito il film "scettico, amaro, stupidamente desolato. In toni amaramente accorati vuol ridicolizzare una cosa seria".

I due autori si difendono sottolineando che la loro è una "ricostruzione giornalistica che non ha mai sfiorato i contenuti politici".

"Abbiamo semplicemente raccontato quello che è successo in quei due giorni", ha detto Sarno. "Quello che Citto ha pensato vedendo il film è che forse gli è venuto in mente che doveva farlo lui. Forse non ha sopportato di vedere che lo facesse qualche altro".

"In Italia c'è una beatificazione del '68 che in altri paesi non c'è", ha aggiunto oggi Carlo Rossella, presidente di Medusa, che ha prodotto il documentario. "Forse non è ancora finito e le polemiche lo dimostrano... chi tocca il '68 viene accusato di revisionismo", ha sottolineando, ricordando il suo passato remoto da comunista e aggiungendo che la produzione non ha effettuato nessun intervento sui contenuti o il montaggio del documentario.

"Maselli poteva fare le sue critiche davanti alla macchina da presa, ma non ha voluto parlare".

 
<p>Il Leone d'oro, simbolo della Mostra del cinema di Velenzia. REUTERS/Max Rossi</p>