Unicef: progressi nella salute dei bimbi,ma resta lavoro da fare

lunedì 10 dicembre 2007 11:09
 

WASHINGTON (Reuters) - I progressi nell'espansione dell'allattamento al seno e nella lotta della malaria e del morbillo hanno migliorato la salute dei bambini in tutto il mondo, ma molti nei paesi in via di sviluppo non hanno ancora abbastanza da mangiare.

E' quanto emerge dal nuovo rapporto dell'Unicef sulla salute infantile globale.

"Stiamo assistendo ad alcuni progressi significativi in un certo numero di zone in diverse parti del mondo", ha spiegato Alan Court, capo dei programmi Unicef, ai giornalisti. "C'è ancora molto da fare".

Unicef ha riferito a settembre che le morti di bambini sotto i cinque anni in un anno sono scese per la prima volta a 9,7 milioni, dai 10 milioni registrati nel 2006, con una riduzione del 60% dal 1960.

Più donne stanno seguendo il consiglio dell'allattamento al seno per i figli nei primi sei mesi di vita.

Circa il 37% dei bambini nei paesi in via di sviluppo sono esclusivamente allattati al seno, dal 33% del decenni precedente, secondo il rapporto. Nell'Africa sub-Sahariana, il tasso è del 30%, dal 22% di dieci anni fa.

L'allattamento al seno fornisce tutti i benefici nutrizionali necessari che possono evitare il 13% delle morti nei bimbi sotto i cinque anni nei paesi in via di sviluppo, sottolinea il rapporto.

I paesi flagellati dalla zanzara della malaria hanno esteso l'uso di strumenti preventivi chiave tra i bambini: le zanzariere da letto con insetticidi, con molti paesi che hanno triplicato la copertura dal 2000.

Court ha citato anche dati diffusi la settimana scorso secondo cui il morbillo è diminuito del 91% in Africa tra il 2000 e il 2006, grazie ad un programma di vaccinazione.

Unicef aggiunge che meno bambini, nei paesi in via di sviluppo, sono sotto peso, dal 32 al 27% dal 1990, ma 143 milioni di bambini sotto i cinque anni ancora soffrono di malnutrizione, la metà dei quali in Asia meridionale.

Più di 500.000 donne muoiono ogni anno di complicazioni di parto o in gravidanza, la metà nell'Africa sub-sahariana, dove una donna incinta ha una possibilità su 22 di morire, rispetto all'una su 8.000 nei paesi industrializzati, conclude il rapporto.

 
<p>Una donna con suo figlio in Chad. REUTERS/Emmanuel Braun (CHAD)</p>