Causa contro 50 Cent, Universal: incoraggiano vita da "gangster"

giovedì 10 aprile 2008 11:43
 

NEW YORK (Reuters) - Il rapper 50 Cent, Universal Music Group e altre diverse etichette sono state citate per aver promosso uno "stile di vita da gangster" da un ragazzo di 14 anni che dice di essere stato aggredito da amici del cantante.

La causa depositata da James Rosemond e da sua madre, Cynthia Reed, spiega che Universal Music Group -- di proprietà di Vivendi -- e le sue etichette Interscope Records, G-Unit Records e Shady Records, sono responsabili dell'aggressione perché incoraggiano gli artisti a perseguire uno stile di vita criminale e violento.

La causa riguarda anche 50 Cent -- il cui vero nome è Curtis Jackson -- e altre persone, tra cui Tony Yayo, un rapper e membro del gruppo hip hop di 50 Cent -- G-Unit -- e Lowell Fletcher, impiegato di Yayo.

Tutti gli accusati non hanno voluto fare commenti.

Rosemond ha spiegato di essere stato aggredito a Manhattan nel marzo 2007 da quattro uomini, inclusi Yayo e Fletcher.

Nella causa, Rosemond sostiene di essere diventato un bersaglio perché indossava una maglietta di Czar Entertainment, una società di management che rappresenta The Game, ex-rapper di G-Unit che si è diviso dalla band ed è diventato un rivale.

A febbraio, Yayo, il cui vero nome è Marvin Bernard, si è dichiarato colpevole di molestie ed è stato condannato a 10 giorni di servizio in comunità. Fletcher si è dichiarato colpevole di aver messo in pericolo la sicurezza di un bambino ed è stato condannato a nove mesi di carcere.

L'attacco a Rosemond era teso a "promuovere e manere l'immagine da gangster di Yayo e 50 Cents" che è stata "promossa e pubblicizzata" dalle etichette discografiche, si legge nella causa.

 
<p>50 Cent durante un concerto a Bucharest. REUTERS/Mihai Barbu (ROMANIA)</p>