Barbato invia scuse a Marini per insulti in aula a Cusumano

venerdì 25 gennaio 2008 16:25
 

ROMA (Reuters) - Il senatore dell'Udeur Tommaso Barbato, che ieri nell'aula di Palazzo Madama aveva aggredito il collega Nuccio Cusumano colpevole di aver annunciato il suo voto di fiducia al governo Prodi, ha inviato oggi una lettera di scuse al presidente del Senato Franco Marini, in cui si dice "umanamente e sinceramente dispiaciuto".

"Non cerco giustificazione alcuna per il mio comportamento di ieri nell'Aula, che condanno senza riserve tanto più per il risalto che questo ha avuto sui media nazionali e internazionali", si legge nella missiva.

"Intendo altresì rassicurarLa di aver mai rivolto al collega espressioni di carattere omofonico (scritto esattamente così nel testo, ndr) né, tanto meno, di aver indirizzato sputi contro la sua persona", prosegue il senatore nella sua lettera di scuse.

Ieri, in una sequenza ripresa dai fotografi, dalla diretta televisiva e davanti agli occhi di decine di giornalisti, Cusumano, poi espulso dall'Udeur, è stato aggredito verbalmente, con un tentativo anche di aggressione fisica.

Cusumano, nella confusione, è stato colto da malore e trasportato fuori dall'aula in barella.

"Sono umanamente e sinceramente dispiaciuto per il mio gesto, Presidente, soprattutto perché l'Aula del Senato, per il suo alto significato istituzionale, non merita simili oltraggi".

"Con il senatore Cusumano ho condiviso due anni di vita parlamentare e politica e nel suo tradimento ho visto il tradimento di tanta gente della mia Campania che, in occasione delle ultime elezioni, ha voluto affidargli il proprio voto - spiega nella lettera il senatore Barbato - Il tradimento del popolo Udeur e del suo segretario Mastella, che tanto hanno fatto per lui, aiutandolo, accogliendolo e facendolo eleggere al Senato, il pensiero per la sofferenza e il disagio di questi nostri elettori, unito al forte stato di tensione e alle pressioni di questi giorni, hanno fatto il resto.

"Le chiedo scusa, Presidente - conclude la missiva - per non aver saputo contenere la mia rabbia e, soprattutto, per la modalità deprecabile con la quale essa si è manifestata. Per questo chiedo scusa a Lei, al senatore Cusumano, ai miei colleghi senatori e agli italiani tutti che ci onoriamo di rappresentare".