Vini, scienziati italiani decifrano il dna del Pinot Nero

mercoledì 19 dicembre 2007 12:01
 

LONDRA (Reuters) - Alcuni scienziati italiani hanno decifrato la composizione genetica del Pinot Nero della Borgogna, in una scoperta che potrebbe portare a vitigni più resistenti e a prezzi del vino più economici.

I ricercatori hanno dichiarato oggi di aver trovato più di 2 milioni di varianti genetiche nella vite del Pinot Nero, fornendo ai viticolori un "tesoro" nella caccia a nuove varietà.

Le viti da cui si ricava il Pinot Nero, diventato famoso nel mondo con il film "Sideways" del 2004, sono state soprannominate "le viti spezzacuori" perchè sono difficili da crescere e si ammalano facilmente.

Capire in cosa consiste la varietà nel Dna significa che ora è possibile produrre viti resistenti alle malattie senza rinunciare al gusto, secondo quanto racconta Riccardo Velasco, responsabile della genetica all'Istituto Agrario San Michele all'Adige.

"(Questa scoperta) aiuterà non solo il Pinot Nero ma ogni varietà di vite", ha spiegato in un'intervista.

Il genoma del Pinot Nero era già stato mappato precedentemente ma ora Velasco e il suo team sono i primi a catalogare la miriade di singoli polimorfismi dei nucleotidi sparsi tra i 30.000 geni.

Brian Dilkes della University of California ha detto che questa informazione è un "tesoro".

Velasco ha comunque precisato che il suo team non è interessato a viti geneticamente modificate che sono "vietate in Europa e non sarebbero accettate nel mondo della viticoltura, estremamente conservatore".

 
<p>Un bicchiere di vino rosso. REUTERS/Jean-Paul Pelissier</p>