Studio smentisce identikit standard "predatore sessuale online"

martedì 19 febbraio 2008 11:46
 

CHICAGO (Reuters) - Il tipico predatore sessuale che agisce sul Web non è quello che si finge teen ager per attirare le vittime inconsapevoli ad incontri faccia a faccia che poi sfociano nello stupro.

A pensarla così sono alcuni ricercatori americani che sostengono invece che si tratta tipicamente di un adulto che quasi non fa mistero dell'idea di un incontro erotico con gli adolescenti, che spesso si credono innamorati di lui.

Smentendo le preoccupazioni di genitori e funzionari americani, il team ha scoperto che i siti di social network come Facebook o MySpace non sembrano aumentare i rischi per i ragazzi.

"Molte delle descrizioni che si leggono negli avvisi sulla sicurezza per il Web suggeriscono che queste persone hanno per obiettivo ragazzini molto giovani e usano l'inganno per attirare le loro vittime", ha spiegato Janis Wolak del Crimes Against Children Research Center della University of New Hampshire di Durham.

"In particolare da quando i siti di social network sono diventati popolari, la gente pensa che questi criminali usino le informazioni per avvicinare e attirare le vittime", ha spiegato la ricercatrice, il cui studio è stato pubblicato sull'American Psychologist. "Non abbiamo riscontrato casi del genere".

Ha invece ha spiegato che la maggior parte delle volte tutto comincia con l'interazione online, per esempio discorsi di sesso con gli sconosciuti.

"Nella maggioranza dei casi le adolescenti coinvolte, di 13, 14 o 15 anni, sono prese di mira da adulti che non fanno mistero di essere interessati al sesso".

Lo studio si basa su 3.000 interviste telefoniche ad utenti Internet tra i 10 e i 17 anni, effettuate nel 2000 e nel 2005, e su 600 interviste con funzionari di legge federali, statali e locali degli Stati Uniti.

Si è scoperto che il "cacciatore" si è finto teen ager solo nel 5% dei casi analizzati, e che il 75% delle vittime che l'hanno incontrato di persona l'avevano già fatto con altra gente conosciuta online.   Continua...

 
<p>Un internet point. REUTERS PICTURE</p>